Presidenziali USA, Sanders contro Clinton, Clinton contro Trump

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Presidenziali USA, Sanders contro Clinton, Clinton contro Trump

<> on April 15, 2011 in Berlin, Germany.

Fine anno vicina e fine campagna elettorale prossima alla prima tappa, quella delle primarie interne ai partiti repubblicano e democratico.

Fra poche settimane si conoscerà il nome dei candidati alla Casa Bianca e, se da parte dei Repubblicani, la definizione sembra ancora essere in alto mare, sulla sponda opposta, quella dei Democratici, il nome del numero uno appare ormai deciso, ed è quello di Hillary Clinton. C’è stato qualche momento di balbuzie, certo, in molti e in molti modi hanno provato a metterla in difficoltà, ma lei, Hillary, ha sempre risposto colpo su colpo e, in questo momento, è più forte che mai. Tanto più che il suo diretto avversario sembra averla combinata grossa.

Secondo quanto ha riferito il Washington Post, infatti, lo staff del democratico Bernie Sanders avrebbe violato la banca dati della Clinton, quella contenente informazioni confidenziali raccolte durante o per la campagna elettorale. Il Comitato Nazionale Democratico, per tutta risposta, ha vietato al personale di Sanders l’accesso al database centrale del partito.

“Una reazione esagerata” è stato il commento di Sanders, “così hanno bloccato l’accesso anche ai nostri dati mettendo a rischio la nostra campagna. Se non fanno rapidamente marcia indietro andremo immediatamente dal giudice”. Altro che reazione esagerata, secondo la presidente del partito democratico Debbie Wasserman, la quale ha riferito che “per 45 minuti il suo (di Sanders, ndr) staff è entrato sistematicamente nella banca dati di Hillary. Quando ce ne siamo accorti li abbiamo sospesi”.

La diretta interessata non ha rilasciato commenti – del resto, nella posizione di superiorità in cui è venuta a trovarsi, non ne ha certo bisogno – preferendo concentrarsi sul candidato repubblicano più discusso dell’intera campagna, il miliardario Donald Trump, definito “il miglior reclutatore dell’Isis”, grazie alle sue continue sparate anti – musulmane e razziste. Trump non ha replicato, ma c’è da scommettere che lo farà: quello che resta da capire è se lo farà da candidato repubblicano alla presidenza USA.

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