Prima Divisione, il punto: Carpi e Spezia “rispondono” ai presidenti COMMENTA  

Prima Divisione, il punto: Carpi e Spezia “rispondono” ai presidenti COMMENTA  

Settimana pasquale intensa per la Lega Pro: perchè se la vigilia di Pasqua ha regalato un’inedita pausa, nei sei giorni precedenti si sono disputate due giornate che hanno preparato la strada alla volatona conclusiva, quattro turni di stagione regolare da viveri tutte d’un fiato per i verdetti rimasti. Che non sono poi così pochi. Andando per ordine, nel girone A si era cominciato con il minimo storico di reti, appena undici, e con un parziale riavvicinamento del trio di inseguitrici alla Ternana, capolista troppo frenante. E l’infrasettimanale non ha fatto altro che confermare la tendenza: diciassette reti ed un altro pareggio, il terzo nelle ultime quattro partite, per i rossoverdi di Toscano, che hanno quasi completamente eroso il margine sulle inseguitrici. Anzi sulla inseguitrice perchè l’unica squadra davvero in corsa per un clamoroso sorpasso è il Carpi: contro Como e Monza i ragazzi di Notaristefano non hanno certo brillato ma quattro vittorie consecutive e quattordici partite senza sconfitte son un ottimo biglietto da visita anche sul piano fisico in vista degli eventuali playoff.


Neppure la Ternana sta male, comunque: a Sorrento gli umbri non hanno affatto giocato male ed in fondo tornare sul pezzo non potrà che fare bene a Pisacane e compagni. Lotta viva, comunque, mentre Pro Vercelli e soprattutto Taranto, in vista dell’ennesima penalizzazione, pensano già agli spareggi così come una tra Sorrento e Benevento: non capita spesso di vedere dieci punti di distanza tra la sesta e la settima posizione ed entrambe le campane meriterebbero la post season ma c’è solo un posto. E chi lo conquisterà non partirà necessariamente di rincorsa pur rischiando di pagare la stanchezza davanti a squadre che, tra qualche tempo, staccheranno la spina. Sul fondo il passo avanti più significativo era stato della Reggiana: per i granata nove punti in tre partite e paura ormai alle spalle. Al contrario del Como, in piena bagarre playout, mentre il Foligno non si arrende e riapre la lotta per evitare l’ultimo posto.


Chi vorrebbe crederci è lo Spezia: per la prima volta in stagione gli aquilotti sono al secondo posto e “vedono” la capolista. Troppo tardi? Forse sì ma il clamoroso crollo interno del Trapani contro lo sbarazzino Portogruaro rischia di lasciare scorie pesanti addosso alla squadra di Boscaglia. Cinque punti ed un calendario amico sono ottime basi d’appoggio ma mai dire mai. Curioso comunque sottolineare come entrambe le squadre del momento, Carpi e Spezia, siano accomunate da rumors societari: i presidenti Caliumi e Volpi hanno voglia immediata di grande calcio ed entrambi indirizzano il mirino verso Bologna. Ma non sarebbe più soddisfacente crescere passo per passo con le proprie creature evitando di abbandonare tifosi illusi in estate?

Ma se quello dello Spezia sembra un sogno impossibile, la classifica è come al solito cortissima dal secondo posto in giuù: “merito” dell’harakiri del Siracusa, che butta al vento l’ultima possibilità di avvicinare il Trapani facendosi rimontare due reti a Barletta. I pugliesi, quindi, dopo settimane di sconforto, rientrano in piena corsa playoff, una corsa ancora indefinifibile con sette squadre in corsa per un posto: ci credono tutte, Frosinone compreso, e fanno bene visto che partire da dietro, Padova e Juve Stabia insegnano, non è affatto male… Ma se l’alta classifica è un sudoku, la zona playout è un cubo di Rubik: cinque squadre raccolte in tre punti, più la Triestina “in sospeso” ed una sola formazione, il Bassano, che sembra condannata con sei punti da recuperare su sedici a disposizione. In attesa ovviamente delle ultime penalizzazioni…

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