Prima Divisione, il punto: fughe a due per la promozione diretta COMMENTA  

Prima Divisione, il punto: fughe a due per la promozione diretta COMMENTA  

Derby, che iattura. La Ternana s’impiglia ancora nel Foligno che lo scorso maggio l’aveva condannata alla retrocessione in Seconda Divisione poi cancellata dal ripescaggio: la squadra di Toscano non brilla al Blasone ma, trovato il vantaggio, si fa rimontare allo scadere da Galuppo, proprio come allo scadere era arrivata la rete della beffa nei playout da parte di La Mantia. Ma per fortuna delle fere gli scontri regionali sono finiti: per quest’anno e forse non solo visto che al probabile ritorno del Perugia in Prima i rossoverdi vorrebbero rispondere con la “fuga” in Serie B. La promozione comunque è ancora da conquistare: il Taranto infatti è tornato a farsi sotto anche se non era certo l’ostacolo Pavia quello in grado di far capire fino a quanto i ragazzi di Dionigi potranno essere impermeabili alla situazione societaria, che determinerà nuove penalizzazioni.


Almeno però la terza di ritorno ha messo in chiaro che per la promozione diretta nel girone A sarà davvero lotta a due: non che ci fossero molti dubbi in proposito ma i grigi pareggi di Carpi e Pro Vercelli lo certificano. Ed il Sorrento? La squadra di Ruotolo è in grande spolvero oltre che l’unica a vincere delle inseguitrici, in una giornata avara di reti, ma il distacco dalle prime è ancora troppo ampio per poter sperare: difficile infatti se non impossibile sperare di poter rimontare nove punti ad una Ternana che va quasi sempre come il vento. Di certo però il fatto che con quarantadue punti ancora in palio la classifica sia in parte già cristallizzata in alto non è una bella notizia in un campionato che storicamente regala brutte sorprese nel finale di stagione. Eppure le gerarchie sembrano definite: in due per la B immediata ed un gruppetto di altre cinque-sei squadre che si disputeranno gli altri posti nei playoff. Gruppo peraltro in odore di altre eliminazioni: da quella di un Como in caduta libera a quelle di Lumezzane ed Avellino, troppo discontinue per poter sperare. Situazione chiara anche in coda dove sono rimaste in cinque a giocarsi i playout (terzo cambio di allenatore al Pavia che si affida a Roselli) e la retrocessione diretta: ma il Foligno è quella che sta meglio di tutte.


Anche a Trapani intanto è partito il conto alla rovescia: non sarà certo moralmente lodevole ma è inevitabile che in casa granata si contino i giorni che separano dal prossimo verdetto della Disciplinare che sanzionerà di altri due-tre punti il Siracusa dopo il deferimento di settimana scorsa. Una gran brutta abitudine, quella di far decidere le classifiche a tavolino, ma in attesa che si completi la riforma del campionato, e che solo le società virtuose possano prendervi parte, punire è inevitabile, come è inevitabile che una società modello come il Trapani ne tragga vantaggio. Pecccato, comunque, perchè un duello del genere tra due piazze affamate di calcio ed espressione di squadre tecnicamente agli antipodi ma ugualmente efficaci meriterebbe di essere giocato ad armi pari così come succede sul campo dove Sottil e Boscaglia continuano a mietere successi come successo anche domenica scorsa rispettivamente contro Triestina e Feralpi, con il Trapani capace di rimontare il sorprendente svantaggio.


Ma prima di poter parlare di lotta a due sarà meglio verificare dove arriverà la rimonta di Spezia e Cremonese: sono bastate tre vittorie consecutive a Serena infatti per collocarsi da solo al terzo posto a soli sei punti, tre effettivi, dal Siracusa, ed una lunghezza più sotto ci sono i grigiorossi. Niente di sorprendente vista la forza delle rose a disposizione ed un mercato di gennaio a dir poco aggressivo ma pur non negando i meriti, soprattutto degli aquilotti, molto del proprio ce l’hanno messo le altre, dal Lanciano al Portogruaro, outsiders e come tali regine della discontinuità. Più grave il ritardo di squadre come Barletta (brutto ko ad Andria) e Frosinone, costrette ad inseguire. Ma se i pugliesi sono ancora in lizza per i playoff in Ciociaria non c’è limite al peggio: la vittoria di due settimane fa proprio contro il Barletta era stata un’illusione ed il crollo interno contro l’Alto Adige invita a mettere da parte i sogni di gloria per guardarsi le spalle. Perchè il progetto di risalita del presidente Stirpe sarà anche stato biennale, ma avanti di questo passo si rischia di dover pensare alla risalita dalla Seconda.

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