Prima Divisione, il punto: il modello viene da Piacenza COMMENTA  

Prima Divisione, il punto: il modello viene da Piacenza COMMENTA  

Girone A. La B può attendere. Dopo una settimana di titoloni sui giornali ed amarcord, la Ternana cade malamente a Foggia perdendo l’imbattibilità stagionale esterna: un chiaro segnale che il gruppo di Toscano, peraltro protagonista di un girone d’andata ampiamente sopra le aspettative, non è ancora capace di reggere le pressioni che impone il primo posto. Nulla di compromesso, certo, ma sfuma la possibilità di laurearsi Campioni d’inverno: il Taranto infatti passa nel finale a Reggio Emilia e si porta a -1 alla vigilia di un’ultima giornata, dell’andata e del 2011, assai difficile per entrambe contro due squadre in orbita playoff: i rossoverdi se la vedranno con il Como, che ha vinto il derby con il Lumezzane salendo in quarta posizione, mentre le fere ospiteranno l’Avellino, sicuramente la squadra più in forma del girone, reduce da sette risultati utili consecutivi, di cui l’ultimo contro la Spal che è valso ai lupi il sesto posto ad un punto da un zona-spareggi dai contorni incertissimi con sette squadre raccolte in cinque punti.


Insomma sono in arrivo partite difficili e senza pronostico, come tutte quelle di un girone equilibratissimo: verso l’alto o verso il basso? Bella domanda, ma di sicuro il Foggia dei giovani potrebbe aver tracciato un solco: togliere il respiro alla Ternana, aggredendo fin dall’inizio ad una squadra che ama ripartire, potrebbe essere la carta vincente per arginare l’organizzazione degli umbri. In mezzo attenzione alla Pro Vercelli che si rialza travolgendo il Sorrento: uno schiaffo costato il posto a Sarri, sbalzato via dopo il fallimento del progetto estivo. Gli amalfitani hanno confermato l’inadeguatezza delle ambizioni estive, perchè anche se la classifica rimane non del tutto negativa il gioco ed i risultati non sono proporzionali agli sforzi ingenti del presidente Citarella, che per salvare la stagione si è affidato al vecchio cuore rossonero Ruotolo. Un problema in comune con tante altre grandi del girone B. Stessa situazione del Benevento, che però con Imbriani sembra aver cambiato marcia: dopo la Spal le streghe travolgono anche il Viareggio e provano a riguardare in alto. Certo, avversari tutt’altro che imbattibili ma bisognava pur ripartire. Come è ripartito il Foligno: la seconda vittoria consecutiva interna arriva addirittura contro il Carpi. Ed i falchetti tornano a sperare: domenica spareggio-salvezza contro una Spal allo sbando, reduce da sette sconfitte nelle ultime otto partite.


Girone B. Due pareggi negli scontri incrociati, e la classifica torna un guazzabuglio. Sarà anche il girone grandi firme, ma ad una giornata dalla boa di metà stagione chi ci capisce qualcosa è davvero bravo in un raggruppamento in cui, a turno, le grandi e le sorprese fanno di tutto per confondere le idee. Così succede che Lanciano e Siracusa impattino nel match-clou ma a rubare l’occhio sono soprattutto gli aretusei, ripresi solo dal “vecchio” D’Aversa a quattro dalla fine: niente fuga nè titolo d’inverno, che sarebbe stato certo in caso di vittoria, ma la strada tracciata da Sottil (imbattuto dalla 3° giornata) pare quella giusta. A sorridere sono quindi le squadre di rincorsa: dalla coppia Cremonese-Pergocrema fino al Trapani, che si rilancia piegando l’Alto Adige alla terza sconfitta consecutiva. I grigiorossi tornano al successo dopo quattro partite anche se i gol degli attaccanti continuano a non arrivare. Può bastare per restare in quota ma non per spiccare il volo, cosa che l’organico a disposizione di Brevi potrebbe permettere.


Non si fanno male neppure Carrarese e Barletta, così ora le prime otto sono racchiuse in tre punti: subito dietro s’affacciano le due grandi deluse, Spezia e Triestina, protagoniste di un posticipo divertente ma incompiuto, proprio come la loro stagione, al momento salvata dal passo lento delle prime.

L'articolo prosegue subito dopo

Nella giornata dei pochi gol ed in cui dietro Prato e Feralpi fanno piccoli passi avanti, merita una citazione il grande cuore del Piacenza. Mentre in settimana succede di tutto, con perquisizioni a raffica e giocatori costretti a fare anche da segretari per una società che non c’è (dopo le dimissioni di Faggioli è tornato al comando Fabrizio Garilli in attesa di novità), sul campo i giovani di Monaco non tradiscono quasi mai: dopo la doppia rimonta di domenica scorsa a Latina ecco il capoalavoro nello scontro diretto contro il Bassano, quando Guzman e compagni passano in un tempo dallo 0-2 al 3-2 proprio grazie ad un sigillo del paraguayano. Una situazione paradossale, che può però servire per riavvicinare una città disamorata alla propria squadra, ma pure per acuire i sensi di colpa di chi ha causato tutto ciò: dove sarebbe questa squadra in un contesto normale?

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*