Prima Divisione, il punto: non si spezza l’equilibrio nel girone B

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Prima Divisione, il punto: non si spezza l’equilibrio nel girone B

Due vittorie senza gol al passivo: tanto per non perdere l’abitudine neppure nell’anno nuovo e ribadire la legge del più forti, anzi dei più forti. Il girone di ritorno del girone A di Prima Divisione comincia all’insegna delle solite note: Ternana e Taranto si sbarazzano di Viareggio e Lumezzane e mantengono una distanza di sicurezza di sette punti sulle inseguitrici, peraltro tutte vittoriose eccetto il Como, uscito con le ossa rotte dallo scontro diretto di Vercelli, sicuramente la partita più importante della giornata che ribadisce che anche la zona playoff stia prendendo consistenza. Certo il peso specifico dei successi delle due battistrada è ovviamente diverso non fosse altro per il valore degli avversari, da una parte un Viareggio piccolo piccolo dall’altro un sempre ostico Lumezzane, piegato da un gol di Guazzo utile per mantenersi in scia dell’inscalfibile formazione di Toscano.

Chi è la più bella del reame? In attesa dello scontro diretto di fine febbraio il calendario prevede falsopiani e salite in parti quasi uguali e di certo la differenza non verrà fatta dal mercato dal momento che entrambe le contendenti hanno altri problemi societari da risolvere che impediscono di completare organici comunque superiori alla media.

Appena diciassette le reti della prima di ritorno ma due di queste, a parte il tris della Ternana, servono per i colpi esterni di Foggia e Carpi che sbanca il campo del Tritium e si mantiene a braccetto con la Pro Vercelli. Due gli altri fatti della giornata: il lento ma inesorabile ritorno del Sorrento che strappa la prima vittoria della gestione-Ruotolo portandosi a -3 dal terzo posto e la vittoria del Foligno contro un Avellino in flessione, la terza consecutiva in casa: nove punti tanti quanti quelli che i falchetti hanno in classifica e che sono valsi un aggancio che sembrava insperato al Pavia, ko sotto i colpi della nuova Reggiana made in Zauli e Lanna.

Quasi uguale numero esiguo di reti nel girone B e stessa quantità di vittorie esterne: pesantissime anche in questo caso perchè certificano che due squadre agli antipodi sono pronte per recitare un ruolo da protagoniste.

Lo Spezia, al secondo successo consecutivo lontano dal Picco, è finalmente pronto per il decollo: i playoff sono distanti due soli punti anche grazie all’andamento lentissimo di chi sta davanti e l’ultimo step potrebbe arrivare dal mercato che vedrà gli aquilotti come una delle pochissime squadre pronte a spendere. Ma tra chi non si può più nascondere c’è pure il Portogruaro che passeggia a Crema grazie allo scatenato Corazza e vola al terzo posto a meno due dalla capolista Siracusa, inchiodata al De Simone dal Latina, un risultato che riaccorpa la classifica con le prime cinque racchiuse in quattro punti compresa la Carrarese, protagonista dell’impresa della giornata piegando al Dei Marmi la Cremonese.

E’ un momentaccio per la squadra di Brevi: ora anche la classifica comincia ad accusare il colpo della chiara flessione degli ultimi due mesi (tre ko nelle ultime sei partite), come se i grigiorossi stessero ancora pagando il dopo-penalizzazione, un blocco mentale che non potrà essere risolto solo dal mercato.

Quanto al Siracusa, al secondo pareggio nelle ultime tre partite, gli aretusei sentono il fiato sul collo del Trapani, corsaro a Prato grazie ai gol “insoliti” di Pagliarulo. Sarà un duello made in Sicilia? Forse, ed in questo caso le due rivali sono agli opposti: solida e compatta la squadra di Sottil, spumeggiante ora anche lontano dal Provinciale quella di Boscaglia. Intanto torna alla vittoria il Frosinone dopo dieci lunghissime partite di digiuno: 2-1 ad un Barletta ingenuo ed incompiuto nel posticipo ma c’è ancora tanto da fare, in classifica e non solo, per colmare il divario dalle prime, assai più squadra dell’undici di Corini. In coda contro-sorpasso del Feralpi che stende la Triestina e scavalca il Bassano: per Galderisi un ko che annulla i buoni risultati successivi al suo arrivo e che impone ai giuliani, in aperta crisi societaria, di guardarsi le spalle. Perchè i rischi non vengono solo dal tribunale.

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