Prima Divisione, il punto: Ternana e Trapani gemelle diverse

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Prima Divisione, il punto: Ternana e Trapani gemelle diverse

Avere sei o sette punti di vantaggio può cambiare la vita ad una capolista? La domanda è retorica, la risposta contiene però un’altra verità, quella che, soprattutto in Prima Divisione, le classifiche vanno lette ed interpretate. Perchè è vero che si tratta dell’unico campionato numericamente “normale” ormai rimasto in Italia, con “sole” diciotto squadre, e che mancano otto turni al termine della stagione regolare, ma i momenti attraversati dalle prime della classe dei due gironi riflettono momenti diversi pur al cospetto di vantaggi quasi identici sulle seconde. Il segreto sta tutto nello scontro diretto, ma un pò pure nella forza degli avversari. Due settimane fa la Ternana ha scollinato la sfida contro il Taranto senza danni ed ora veleggia verso la B: merito della forza tetragona del collettivo di Toscano, che pur senza un bomber di riferimento trionfa grazie al gioco ed al mutuo soccorso, ma pure dei mille problemi degli jonici scivolati a -7 ed ormai concentrati sui playoff oltre che con il fiato sul collo della Pro Vercelli, subito capace di mettersi alle spalle lo scivolone di Avellino.

A sud, invece, il Trapani vacilla: dal doppio turno interno pur impegnativo contro Siracusa e Barletta è uscita la miseria di un punto, ed in rimonta, ma soprattutto la sgradevole sensazione di una squadra che ha perso quella sana “incoscienza” che era stata alla base delle nove vittorie consecutive. E se i granata si mettono a “pensare”, a farsi venire il braccino, il rischio è grosso, quello di farsi riprendere da squadre tecnicamente superiori come Siracusa e pure Spezia in un raggruppamento dove la qualità media è notevolmente superiore: ma per fortuna di Boscaglia entrambe le inseguitrici non stanno sfruttando l’appannamento della capolista che può quindi ancora cullarsi nei suoi sei punti di margine. Come sarebbe la situazione con Ternana e Trapani invertite di girone? Domanda curiosa ma esercizio ozioso, motivo per cui entrambe, chi più o chi meno, può essere ancora ottimista.

Ma se nel giro di un mese molto probabilmente si deciderà la promozione diretta, la corsa playoff è appena agli inizi: tanto nel girone A, dove la flessione del Carpi e la risalita del Benevento sembrano poter rimettere in gioco anche il penultimo posto della griglia, quanto nel B dove l’incertezza regna dalla prima giornata e dove le quattro damigelle verranno svelati solo al fotofinish: nella giornata dei pareggi infatti sorride solo il Lanciano e parzialmente la Carrarese, che chiude la stagione imbattuta nei derbyissimi contro lo Spezia. Siracusa a parte quasi metà campionato è in corsa, compreso il Frosinone che a proposito di derby crolla a Latina rinviando il salto di qualità. Situazione effervescente anche nelle zone basse grazie al momento d’oro di Pavia e Viareggio che alzano la quota playout (tornano a tremare anche Pisa e Como). Da segnalare l’amaro esonero di Osvaldo Jaconi a Bassano: difficile pensare che le colpe di un’annata disastrose siano tutte dell’esperto allenatore marchigiano. A Beppe Brucato il compito di smentirci.

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