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Prime risposte per l’agricoltura dalla legge di Stabilità approdata in Parlamento
Politica

Prime risposte per l’agricoltura dalla legge di Stabilità approdata in Parlamento

parlamentoSe da un lato la legge di Stabilità approdata alla Camera contiene “prime importanti risposte alle sollecitazioni del mondo agricolo”, dall’altro Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, critica l’incertezza che regna intorno alle questioni più urgenti legate all’economia del Paese: “Non è possibile continuare a lavorare in una situazione in cui non si hanno riferimenti certi e ogni provvedimento, prima di diventare effettivo, viene modificato svariate, non senza cambi di impostazione improvvisi, per giungere ad una versione definitiva magari a ridosso di scadenze importanti. Gli imprenditori hanno bisogno di più garanzie e non possono permettersi di aspettare oltre”.
Entrando nel merito di quanto si sta decidendo in Parlamento si è compreso che i fabbricati strumentali sono già ricompresi nel valore dei terreni agricoli e, di conseguenza, è stata decisa l’esclusione dall’Imu, principio confermato anche nella misura che limita all’1 per mille l’aliquota Tasi. Significativo anche l’abbassamento del moltiplicatore (da 110 a 75) per i terreni agricoli, anche se il coordinamento non condivide che la riduzione venga applicata solto ad una categoria di agricoltori.

“È molto importante anche il ripristino del diritto di opzione (tra la determinazione del reddito su base catastale piuttosto che in base al bilancio) per le società agricole, essenziale per la crescita e lo sviluppo del settore – ricorda Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare -. Bene la conferma delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, che si confermano uno strumento indispensabile per l’incremento della dimensione e della produttività aziendale. Preoccupazione, invece, sul mantenimento dell’obbligo (cancellato al Senato ma reintrodotto alla Camera) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite all’anno, a produrre l’elenco dei clienti e dei fornitori (il cosiddetto “Spesometro”). Un provvedimento che, anziché semplificare, provocherà nuovi adempimenti burocratici”.

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