Principe Saudita sulle donne alla guida: devono poterlo fare COMMENTA  

Principe Saudita sulle donne alla guida: devono poterlo fare COMMENTA  

Principe Saudita sulle donne alla guida: devono poterlo fare

“Vietare alle donne di guidare l’auto è oggi una questione di diritti simile a chi impedisce loro di avere un’istruzione o un’identità indipendente”

È una voce fuori dal coro la volontà  del principe Alwaleed, affascinante mprenditore multimiliardario saudita, e presidente e e amministratore delegato della Kingdom Holding Company e difensore dell’emancipazione delle donne. Il principe  ha chiesto che venga messa fine “urgentemente” al divieto di guida per le donne nel Regno. “Mettiamo fine al dibattito: è ora che le donne guidino“, ha scritto il principe Alwaleed bin Talal sul suo account ufficiale di Twitter, Alwaleed_Talal.


Membro della famiglia reale saudita, Alwaleed non ricopre incarichi politici, ma è impegnato nell’imprenditoria, con interessi anche in Citigroup e in  Euro Disney. Da tempo il principe è difensore dei diritti delle donne saudite, Alwaleed infatti ha detto che “vietare alle donne di guidare l’auto è oggi una questione di diritti simile a chi impedisce loro di avere un’istruzione o un’identità indipendente. Si tratta di atti ingiusti di una società tradizionale, lontano dai limiti previsti dalla religione», ha aggiunto.

Il principe ha poi analizzato i «costi economici» che le donne devono affrontare dovendo fare affidamento su autisti privati «stranieri» o su tassisti. Anche se i loro mariti hanno il tempo di dar loro passaggi in auto, questo comporta che lascino il loro luogo di lavoro e «diminuiscano la produttività della forza lavoro. Far guidare le donne è diventata una richiesta sociale urgente nell’ambito delle circostanze attuali», ha sostenuto. Secondo il vice principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, 31 anni, i cambiamenti sociali non possono essere forzati. A proposito delle donne ha detto che «al momento la società non è ancora convinta, ma riteniamo che sia una questione che va decisa dalla società stessa”.

Il principe  ha anche dettagliato i “costi economici” delle donne dover fare affidamento su piloti privati o taxi, dal momento che i mezzi pubblici non sono una valida alternativa nel regno.

Egli calcola che  le famiglie  spendono una media di 1.000 $ al mese per autisti ,ed è una grossa cifra, questo è denaro che altrimenti potrebbe aiutare il reddito delle famiglie in un momento in cui molti sono in difficoltà.  Quindi “Stop al dibattito: è Tempo per le donne di guidare”.

 

La campagna wWomen2Drive:

Nel 2013 un gruppo di donne saudite aveva organizzato la campagna “wWomen2Drive” per incoraggiare le donne a ignorare la legge e postare sui social media le immagini e i  video che le ritraevano alla guida, nel tentativo di forzare il cambiamento. L’associazione è attiva dal 2011, quando molte donne saudite hanno lanciato una campagna online: lo spunto sono state le immagini della primavera araba, con le donne di Egitto, Yemen, Siria e Libia in piazza a fianco degli uomini. Il primo video del genere è stato girato il 19 maggio 2011 dalla 32enne saudita Manal al-Sharif, ripresa alla guida per le strade di Khobar. Il giorno dopo Al-Sharif guidò di nuovo con a bordo dell’auto la sua famiglia, ma fu subito arrestata per oltre una settimana. Da allora “Woman2Drive” ha organizzato varie  proteste, chiedendo alle donne saudite con patente internazionale di mettersi alla guida e filmarsi.


 

 

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Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

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