Privatizzazioni degli asili. Contro il “no per forza”

Torino

Privatizzazioni degli asili. Contro il “no per forza”

Privatizzare gli asili nido. Succede a Torino, in dieci asili sui 53 attivi. Il socialista insorge contro l’ennesimo atto di necrofilia verso il defunto Welfare State europeo: “maledetti corrotti!”.

Lungi da noi schierarsi, e soprattutto schierarsi con certi brutti ceffi, ma la questione è seria. Ragioniamo: privatizzando alcuni asili, vi sarà un fuggi fuggi di chi non può permettersi rette alte verso gli asili pubblici. Gli schizzinosi genitori borghesotti, paninari di un tempo, oggi generatori di fighetti, cabinotti, chiamateli come preferite, fuggiranno in senso inverso verso le sane istituzioni private. Ennesima differenziazione “di classe”. Fin qui siamo d’accordo con l’autore dell’articolo che puoi leggere cliccando qui sotto

http://ilcovodijack.blogspot.it/2012/03/744-torino-privatizzera-una-quindicina.html?utm_source=tweetstorino&utm_medium=twitter

In seguito però si fa un’equazione viziata di incomprensione tra le parti e sfiducia.

Se tutti gli asili venissero privatizzati allora si acuirebbero le differenze sociali.

Vero, ma solo se gli asili nido cadessero nelle mani di pochissimi (i quali costituirebbero un cartello, e quindi sarebbero perseguibili dalla legge).

Se invece tutti gli asili venissero privatizzati e concessi a molti (cosa ritenuta aberrante da alcuni), il problema sarebbe sparito.

La concorrenza, concetto odioso a molti, farebbe il resto, la solita inascoltata storiella: prezzi più bassi e servizi efficienti.

Siamo d’accordo che in Piemonte sia pericolosa la privatizzazione, in quanto, nella nostra regione, la terza più popolata da mafiosi dopo Calabria e Lombardia, anche un treno è pericoloso se fatto da certa gentaglia (per approfondire si consiglia una visitina sul sito di Linkiesta). Non si può accettare però il ragionamento “privato = cattivo che peggiora la situazione” fatto dalle persone che preferiscono una stabile inefficienza delle istituzioni alla efficienza da controllare dei privati.

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