Procede la discussione sulla riforma del mercato del lavoro

Economia

Procede la discussione sulla riforma del mercato del lavoro

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Continuano le discussioni tra Governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Nonostante la pessima battuta di Mario Monti sul posto fisso e la sua monotonia (probabilmente in tanti aspirano ad annoiarsi con un bel posto fisso, invece di divertirsi a lavorare per due o tre mesi all’anno), l’atmosfera sembra ancora abbastanza distesa. Nella giornata di oggi, il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha inteso ribadire le linee entro le quali intende muoversi l’esecutivo. A partire da quelle temporali, per le quali ha affermato che il testo di legge dovrebbe essere rilasciato entro due o tre settimane. E per rispettare questi tempi, la Fornero ha ricordato che il Governo ascolterà le parti sociali, ma che se non dovesse esserci condivisione spetterà proprio ad esso sciogliere i nodi di una riforma che deve sanare una situazione ormai incancrenita. Il ministro ha anche detto che il Governo intende cogliere quattro obiettivi, il primo dei quali, il più importante, è “distinguere la flessibilità buona da quella cattiva”. Gli altri tre sono una distribuzione uniforme delle tutele “sia nei segmenti di lavoro, sia nel ciclo di vita della persona”, formazione e apprendistato, potenziamento delle politiche attive e dei servizi al lavoro.
Da notare  che il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha voluto soffermarsi a lungo sul tema dell’articolo 18, vero nervo scoperto del fronte datoriale, spiegando che esso “crea dicotomia drammatica, pesantissima all’interno del mercato del lavoro”. Ha quindi illustrato i casi in cui è indispensabile considerare il reintegro: “Pensiamo  che il tema del reintegro deve valere per tutti i casi di licenziamenti discriminatori o casi per cui la legge dice che il licenziamento è nullo.

Ci sono casistiche molto chiare per cui la reintegra deve valere. È un fatto di civiltà. In tutti gli altri casi dobbiamo diventare europei. Ci deve essere un’indennità di licenziamento”. Magari, aggiungiamo noi, ci sono moltissime altre cose in cui noi italiani dovremmo diventare europei, partendo dal Welfare, per passare alle lettere di licenziamento in bianco, pratica che ci porta direttamente nel Medio Evo del diritto lavorativo.

Vogliamo parlare anche di questo?

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