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Processo “Libertà”: 30 condanne

Bari

Processo “Libertà”: 30 condanne

Trenta dei trentacinque imputati del processo “Libertà” sono stati condannati oggi dal giudice Giovanni Abbattista. Le condanne vanno dai 15 ai 3 anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di droga. Ad essere coinvolto nel processo “Libertà” è il clan Strisciuglio, uno dei più potenti a Bari e provincia. L’esito del processo ha assolto solo tre persone, mentre ad altre due è stato ratificato il patteggiamento.

Dei trenta arrestati, otto sono collaboratori di giustizia come Antonio Passaquindici, Nicola Querini e Vito Valerio, condannati a 4 anni di reclusione. Altre condanne sono state rivolte a componenti minori che si occupavano del transito di della droga in carcere, durante i colloqui o con lanci dall’esterno del penitenziario, documentati dalle intercettazioni.

Quindici anni sono stati inflitti al pregiudicato Giovanni Raggi, accusato anche di aver ferito sua zia, Angela Raggi, anch’essa coinvolta nel processo, per una ritorsione dopo l’omicidio di un altro affiliato al clan). Quattordici anni sono state inflitti al braccio armato: i pregiudicati Giosuè Perrelli e Nicola Moramarco.

Dodici anni di reclusione per Antonio Raggi e altri undici imputati, “contabile” del clan e il fornitore di droga.

Il processo “Libertà” riguarda fatti risalenti agli anni 2006-2008, quando il pregiudicato Giacomo Valentino, condannato a 6 anni e 6 mesi di carcere con l’attenuante di essere un collaboratore di giustizia, decise di spostare parte dei traffici illeciti degli Strisciuglio dal rione Libertà al San Paolo, provando a modificare le alleanze malavitosi unendosi a Lorenzo Valerio, referente del clan Telegrafo (condannato a 13 anni di reclusione).

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