Processo Yara, il giudice sgombra l’aula per consentire la visione delle immagini dell’autopsia

Cronaca

Processo Yara, il giudice sgombra l’aula per consentire la visione delle immagini dell’autopsia

Mentre era in corso una nuova udienza del processo sulla morte di Yara Gambirasio, il giudice della Corte d’Assise di Bergamo ha invitato i presenti a lasciare l’aula e ad accomodarsi all’esterno. Il motivo della decisione del giudice è la riproduzione di alcune immagini dal contenuto crudo, ritraenti i resti del corpo della giovane ragazza.

Secondo il giudice la riproduzione al pubblico sarebbe stata un’offesa alla memoria di Yara e per la sua famiglia. Il processo a carico di Massimo Bossetti, già recluso da 16 mesi, è in una fase in cui si sta procedendo alla visione delle immagini relative all’autopsia del corpo di Yara, con la testimonianza tecnica di Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa che condusse l’autopsia sul corpo della vittima tredicenne. Proprio per questo si sta procedendo alla visione delle immagini relative alla stessa indagine autoptica, che potrebbe fornire ulteriori elementi di prova a carico dell’imputato.

L’udienza del processo Yara, dunque si è svolta a porte chiuse mentre gli unici ammessi sono soltanto i giornalisti e le parti. Presente anche Bossetti, vestito con una camicia azzurra, jeans e maglia a righe, seduto accanto ai propri legali e non all’interno della cella. Il giudice ha cosi motivato la propria decisione:  ‘Ritenendo che la visione pubblica delle foto in atti di natura particolarmente impressionante possa turbare lo svolgimento dell’udienza e recare pregiudizio all’immagine della persona offesa, dispone che la proiezione delle diapositive avvenga a porte chiuse. E’ consentita la presenza in aula dei giornalisti’.

Secondo una relazione presentata dai consulenti tecnici, sul corpo di Yara non vi erano lesioni sul suo corpo in grado di provocare la morte ma la giovane ragazza sarebbe morta a causa del freddo e degli stenti, dopo essere stata abbandonata sul terreno in gravi condizioni.  L’anatomopatologa ha ribadito la propria tesi secondo la quale l’assassino ha abbandonato la donna in gravissime condizioni per poi allontanarsi, lasciando in agonia Yara, la cui morte sarebbe sopraggiunta poche ore dopo.

 

 

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