Procreazione assistita: ecco gli 8 anni di ricorsi sulla legge 40 COMMENTA  

Procreazione assistita: ecco gli 8 anni di ricorsi sulla legge 40 COMMENTA  

Ieri i Giudici della Consulta  si sono proninciati per la quinta volta sulla legge 4o , in materia di Procreazione assistista medicalmente, che nel dicembre 2003 ebbe sotto il Governo Berlusconi una battuta d’arresto e si distinse per le forti restrizioni rispetto agli altri paesi. Innanzitutto  possono accedere alla procreazione assistita coppie di maggiorenni,  siano esse conuigate o conviventi, di sesso diverso,in età fertile potenzialmente ed entrambi viventi. Ecco i dettagli della legge 40  e relative modifiche subite nel corso di 8 anni:

1) art. 14 comma 2: divieto di  fecondare più di 3 ovociti. Divieto cancellato per  incostituzionalità con sentenza Corte Costituzionale del 13 Maggio 2009, numero 151

2) linee guida del 16-8 -04: divieto dell’analisi preimpianto anche in caso di possibile trasmissione di malattie genetiche. Il divieto è stato azzerato con sentenza del Tar Lazio n 398, per “eccesso di potere”delle linee guida.


3) 2009- obbligo di trasferire tutti gli embrioni prodotti ,( max 3), nell’utero della donna. L’obbligo è stato cancellato per incostituzionalità, con sentenza Corte Costituzionale numero 151

4) 2009- Art.15 comma 1: divieto di crioconservazione degli embrioni.  Sebbene la norma sia ancora in vigore, la consulta numero 151, del paragrafo precedenta, la considera incostituzionale, pertanto di deroga al divieto per motivi sanitari.


5)divieto di fecondazione eterologa

6)divieto di produrre cellule staminali embrionali

Nel giugno del 2005 i Radicali indirono un referendum in materia, che  tuttavia non raggiunse il quorum. I quattro quesiti abrogativi chiedevano di : 1)  garantire la fecondazione assistita non solo alle coppie sterili, ma anche a quelle affette da patologie ereditarie trasmissibili potenzialmente; 2) eliminare il limite di poter ricorrere alla fecondazione assistita solo quando no vi siano alternative terapeutiche; 3) garantire la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee per i pazienti sottoposti al trattamento; eliminare il numero fisso di embrioni da impiantare.


Nell’Aprile 2008 Livia Turco, allora ministra della salute uscente, emanò un decreto che indicava le nuove linee guida. C0n esso venne eliminato il divieto di diagnosi  di preimpianto sull’embrione.

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Nel Novembre 2011 la sottosegretaria alla Salute Eugenia Roccella emanò nuove linee guida, venne così ripristinato il divieto dell’indagine preimpianto perchè le nuove norme obbligavano a procedere solo per” garantire lo sviluppo dell’embrione stesso “, praticamente anche se l’embrione era malato doveva comunque essere impiantato e non più congelato.

 

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