Professoressa: per prolungare le ferie comunica la morte della figlia

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Professoressa: per prolungare le ferie comunica la morte della figlia

A volte capita che alcuni studenti tirino fuori scuse di vario tipo per saltare la scuola, specie in caso di interrogazioni o compiti in classe, e una delle “scuse” che talvolta verrebbe utilizzata è “è morta mia nonna”.È più raro che siano i professori ad usare scuse di cattivo gusto come questa, eppure Joan Barnett, di New York, ha fatto anche di peggio, cercando

di convincere i dirigenti scolastici che era morta sua figlia, in modo da poter passare un’altra settimana in Costa Rica, paese dove la donna ha dei parenti.

La donna ha addirittura fatto chiamare l’altra figlia per dire che la sorella “aveva avuto un attacco cardiaco ed era morta”. La Barnett ha anche inviato un certificato di morte contraffatto.

Il certificato ha però fatto sollevare qualche dubbio ai dirigenti, perché era stampato con fonti diversi e le parole non erano ben allineate. Per una verifica, hanno contattato l’ambasciata costaricana, che ha rapidament

e riconosciuto il documento come falso: i numeri di protocollo e altri codici di identificazione erano in realtà di un certificato di morte emesso nel 2005, che la donna aveva evidentemente usato come base per la contraffazione.

I dirigenti hanno ricontattato la Barnett, chiedendo spiegazioni, che ha insistito nel sostenere che la figlia era morta, ed ha inviato un ulteriore certificato di morte, che però conteneva dati ancora diversi.

La Barnett è stata licenziata e denunciata per falso: la donna si è dichiarata colpevole di fronte al giudice.

Francesco Alessandro Sereni

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