Profughi a sorpresa in una palazzina a Treviso, fuga dei residenti

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Profughi a sorpresa in una palazzina a Treviso, fuga dei residenti

Al sindaco di Quinto, provincia di Treviso, Mauro Dalzilio, arriva una telefonata in cui lo si avvisa che 101 migranti stanno arrivando nella sua città.

Sono quasi tutti uomini, giovani, arrivano dalla Nigeria, dal Mali, dal Ghana e dal Gambia e il piano di accoglienza nazionale prevede che siano ospitati in una palazzina, dove l’agenzia Nuova Marghera facility ha segnalato la disponibilità di alcuni appartamenti sfitti da anni.

Detto fatto, i residenti italiani della palazzina si ritrovano una mattina con i migranti come vicini di casa.

Solidarietà? Per nulla: il clima è di sfiducia totale, al punto che i residenti abbandonano le loro case e si trasferiscono nel prato di fronte al palazzo, mettendo in piedi un improvvisato campeggio.

“Ma se lei avesse tre figli, di cui due gemelle adolescenti” domanda a un giornalista uno dei residenti “resterebbe in un palazzo come questo? Con uno degli appartamenti dei neri abbiamo anche un balcone in comune, con un tramezzo di mezzo metro”.

“Questi africani sono giovani” incalza un altro degli ‘sfrattati’ “non hanno un lavoro, nulla da fare tutto il giorno e mio padre poliziotto mi spiegava che chi sta sempre con le mani in mano può decidere di fare cose non buone”.

L’indignazione raggiunge l’apice quando si viene a sapere delle generose dotazioni degli appartamenti destinati ai migranti, forniti persino di TV al plasma. “tutto quel ben di Dio per arredare gli appartamenti… “ osserva uno dei residenti, per poi domandare: “Avevano davvero bisogno di tv satellitari che non abbiamo nemmeno noi?”.

Rabbia che sfocia nel coinvolgimento di Forza Nuova, che organizza l’assalto a un magazzino in cui sono custoditi i beni destinati agli appartamenti dei migranti. Partecipano anche (pare) alcuni dei residenti.

“Combattiamo il business che c’è dietro a questa cosiddetta accoglienza” tuona qualcuno “fra un paio di anni scopriremo che anche la cooperativa che ha in gestione gli immigrati fa parte di qualche cosca.

È nata soltanto il 15 giugno, a Grosseto, appena in tempo per fare l’affare”.

Fra mala gestione e sospetti di finto disinteresse, restano le considerazioni più amare, come quella di uno dei residenti: “Ormai” dice “il disastro è fatto. Sono qui e non andranno più via. E noi che abbiamo fatto il mutuo che finiremo di pagare fra dieci anni ci troveremo con un appartamento svalutato, perché questo sarà per sempre il quartiere dei neri”.

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