Il Progetto “All together”, per far superare ai giovani profughi il trauma del mare

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Il Progetto “All together”, per far superare ai giovani profughi il trauma del mare

Progetto dedicato ai migranti al mare
Progetto per i migranti dell'Istituto Caio Duilio (ME)

Il progetto “All together”: servizio di Striscia la Notizia sul progetto dell’Istituto Nautico Caio Duilio di Messina per fare superare ai ragazzi migranti la paura del mare e formare personale di soccorso.

Un’iniziativa che prepara soprattutto al mondo del lavoro

Il Progetto “All together”, che ovviamente significa “Tutti insieme”, è stato avviato dall’Istituto Nautico Caio Duilio di Messina allo scopo di fare riavvicinare i giovani migranti al mare, dopo i viaggi della speranza che hanno affrontato sui barconi, finiti in tragedia per tanti loro compagni.

Paura del mare dopo l'orrore

Ma soprattutto, spiega Maria Schirò, dirigente scolastica dell’istituto, “abbiamo riflettuto sul fatto di dover preparare a questi ragazzi al mondo del lavoro, perché una volta superata la maggior età, avranno l’esigenza” di esservi inseriti. “Quindi – aggiunge Maria Schirò – attraverso laboratori che riguardano anche e soprattutto il nostro settore che è quello marittimo, che abbiamo cercato di dare qualche competenza ai ragazzi e lo stiamo facendo ancora”. Con il classico manichino insegnano per esempio le manovre di respirazione cardiopolmonare, necessarie quando qualcuno ha ingerito molta acqua di mare, rischiando di annegare.

Insegnata ai migranti

Ci sono ragazzi che adesso “non sanno” cosa rappresenti il mare per loro, dopo gli orrori che hanno visto, ma coloro che frequentano questi corsi e che ammettono di non essere nuotatori particolarmente capaci, vogliono imparare a nuotare bene, perché potrebbero aiutare chi magari si sente male in acqua.

Giuseppe Pinci, portavoce dell’Associazione ecologica e scientifica di protezione ambientale “Mareamico” di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, ha spiegato che dopo le lezioni in aula, gli “studenti” vengono portati proprio a nuotare: con bombole e muta, ma anche semplicemente riuscire a far loro rimettere un piede in mare, in modo che non sentano più quest’ultimo come nemico ma appunto come amico, è una grande soddisfazione per gli istruttori di sub; un’emozione, quando magari questi ragazzi cercano di toccare la sabbia del fondale marino, di guardare i pesci e di vedere che anche nei loro occhi c’è “tanta tanta emozione”. Del progetto “All together” ha parlato questa sera Striscia la Notizia con un servizio dell’inviata Rajae Bezzaz, giovane di origine libica che si occupa di immigrazione, integrazione, mondo arabo e islamico e il suo difficile rapporto con l’Occidente.

Inviata

La ragazza ha concluso il servizio sul progetto di cui sopra con l’auspicio “che il mare presto torni a diventare un elemento di speranza e di gioia, mai più di sofferenza”.

Perchè l’emergenza migranti sta durando decisamente da troppo tempo e ci sono state fin troppe vittime.

I dati dell’UNHR

Secondo la nota Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il numero complessivo di persone che hanno attraversato il Mediterraneo Centrale solo dall’inizio del 2017, è di oltre 60mila. Solamente la settimana scorsa, quasi 9.500 sono state salvate e fatte arrivare in Italia. Invece il numero totale di morti e dispersi, soltanto dall’inizio dell’anno, è stato di oltre 1.720. La Sicilia, ovviamente, conosce particolarmente bene il tragico problema – pensiamo a Lampedusa -: 50 corpi sono stati fatti “sbarcare” nei soli porti di Crotone, Palermo e Catania negli ultimi giorni.

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