Prolungata fino a Pasquetta l’apertura delle due mostre al Filatoio di Caraglio

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Prolungata fino a Pasquetta l’apertura delle due mostre al Filatoio di Caraglio

Visto il successo di pubblico riscontrato e per far fronte alla numerose richieste che stanno arrivando da parte di gruppi, l’associazione culturale Marcovaldo ha deciso di prolungare fino a Pasquetta l’apertura delle due mostre in corso al Filatoio di Caraglio: “La collezione d’arte di Miche Berra. Una storia di arte e di vita” e “L’arte della meraviglia. Costumi di scena della Fondazione Cerratelli”. Le due esposizioni, che dovevano chiudersi domenica 24 febbraio, resteranno quindi aperte fino a lunedì 1° aprile, dal giovedì al sabato dalle ore 14,30 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Per informazioni telefonare allo 0171/618260.


“Dall’analisi dei questionari somministrati alle migliaia di visitatori che sono venuti al Filatoio negli ultimi mesi – spiega il presidente dell’associazione culturale Marcovaldo, Fabrizio Pellegrino – abbiamo riscontrato un significativo aumento delle presenze provenienti dalla provincia di Torino (24%), dalle altre province del Piemonte (8%) e dalla Lombardia (6%). Anche il grado di soddisfazione per le mostre è cresciuto in maniera importante, tanto che quattro visitatori su cinque (81%) si dice molto soddisfatto. Sono segnali incoraggianti che ci spingono ad andare avanti”.

“La collezione d’arte di Miche Berra. Una storia di arte e di vita”, allestita nelle sale auliche del primo cortile, mette in mostra 150 opere di un centinaio di artisti di origine non solo cuneese. I quadri dei “nostri” Matteo Olivero, Carlo Sismonda, Bernard Damiano, Tanchi Michelotti e Giulio Boetto – solo per citarne alcuni – si alternano alle opere di Renato Guttuso, Ottavio Steffenini, Felice Casorati, Luigi Spazzapan e Antonio Ligabue. Ma c’è spazio anche per le ceramiche di Ego Bianchi, le sculture di Michel Pellegrino e Luigi Valerisce e per le opere di diversi artisti slavi, nordici e sudamericani.

“L’arte della meraviglia. Costumi di scena della Fondazione Cerratelli”, allestita nelle sale espositive che già avevano ospitato gli abiti scultura di Capucci, propone 40 costumi di scena realizzati dalla Casa d’Arte Cerratelli, attiva a Firenze dal 1914 al 1995, nel corso di numerose collaborazioni con importanti registi, costumisti e artisti. Anche se la selezione dei costumi ha seguito criteri soprattutto estetici, sono presenti tutti i generi di rappresentazione, così come risulta ampia la scelta dei costumisti: dal primo che lavorò per la Casa d’Arte Cerratelli, Gino Carlo Sensani, a noti artisti come Umberto Brunelleschi, Corrado Cagli e Giorgio de Chirico; a poeti visionari come Gabriele Luzzati o Danilo Donati, solo per citarne solo alcuni.

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