Proroga della regione siciliana alle concessioni balneari COMMENTA  

Proroga della regione siciliana alle concessioni balneari COMMENTA  

Buona parte delle coste siciliane sono concesse ai privati mediante accordi che risalgono a parecchi decenni addietro, con canoni da pagare alla regione che per la maggior parte sono rimasti invariati a causa del rinnovarsi automaticamente delle pratiche.


Ancora una volta ci troviamo davanti al mantenimento dello stato dei fatti, con una proroga delle concessioni ai vari gestori, motivata dalla necessità concreta di non penalizzare la stagione balneare. Ma nei fatti dichiarano dall’Assessorato al Territorio e Ambiente che a breve verrà pubblicato in gazzetta l’aumento previsto del 50 percento dei canoni, visto l’enorme divario che è stato evidenziato nel confronto a livello nazionale.


Sarebbe pure corretto, viste anche le differenza tra il guadagno dei vari gestori e il prezzo pagato per la concessione. Un esempio per comprendere bene di cosa si sta parlando, tratto dall’articolo pubblicato su repubblica.it di Antonio Fraschilla, è quello dello stabilimento La torre a Mondello, con una concessione di 7500 metri quadrati, paga alla regione 10.250 euro l’anno, per un fatturato dichiarato nel 2010 di 9 milioni.


L’incasso complessivo su 922 km di costa balneabile è di 11 milioni. Assolutamente irrisorio considerato anche che parliamo di un isola dove il turismo vede nelle località costiere un punto di forza.

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La data stabilità dalla proroga inoltre non è casuale, in quanto è stata imposta dalla comunità europea la quale ha richiesto la liberalizzare del settore.

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