Prorogata all’Epifania l’apertura del “Temporary Shop” al Filatoio di Caraglio

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Prorogata all’Epifania l’apertura del “Temporary Shop” al Filatoio di Caraglio

Visto il successo di pubblico riscontrato nel mese di dicembre, l’associazione culturale Marcovaldo ha deciso di prolungare fino all’Epifania l’apertura del “Temporary Shop” allestito al Filatoio di Caraglio, secondo atto dello “Spazio Creativo” lanciato a settembre. Il “Temporary shop” resterà quindi aperto fino al 6 gennaio 2013 dal giovedì al sabato dalle ore 14,30 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Per maggiori informazioni telefonare allo 0171/618260.
Al progetto hanno aderito una ventina di stilisti, artigiani, singoli artisti e hobbisti creativi di età inferiore ai 40 anni, arrivati a Caraglio da ogni angolo della provincia di Cuneo, preventivamente selezionati dallo staff dell’associazione culturale Marcovaldo in base ad estro, manualità e creatività. Negli espositori collocati nelle quattro stanze del Filatoio si trovano gioelli in cristallo Swaroski e vetro di Murano, argento, rame, alluminio, ottone, perle e pietre dure, ma anche in fimo, pasta sintetica, polyshrink, acrilico, metallo, legno e realizzati attraverso il riciclaggio di carta, plastica e persino camere d’aria.

Ma nel ‘Temporary Shop’ c’è anche spazio per candele artigianali, sculture di diversi materiali (raku, legno, pietra), ceramiche, bambole, vasellame, quadri e oggetti i più vari: dalle ‘Bottom Bag’ fatte con i fondi di bottiglia agli ‘Attacca Pallet’, appendiabiti realizzati con legno di pallet e preforme di bottiglie. Per non dire delle casette decorative con legno di pallet o degli spiriti dei boschi in legno, resina e pietra. Insomma, un vero campionario della creatività Made in Cuneo
Ma venendo al Filatoio è anche possibile far visita a due grandi eventi espositivi:
“La collezione d’arte di Miche Berra. Una storia di arte e di vita”, allestita nelle sale auliche del primo cortile, mette in mostra 150 opere di un centinaio di artisti di origine non solo cuneese. I quadri dei “nostri” Matteo Olivero, Carlo Sismonda, Bernard Damiano, Tanchi Michelotti e Giulio Boetto – solo per citarne alcuni – si alternano alle opere di Renato Guttuso, Ottavio Steffenini, Felice Casorati, Luigi Spazzapan e Antonio Ligabue.

Ma c’è spazio anche per le ceramiche di Ego Bianchi, le sculture di Michel Pellegrino e Luigi Valerisce e per le opere di diversi artisti slavi, nordici e sudamericani.
“L’arte della meraviglia. Costumi di scena della Fondazione Cerratelli”, allestita nelle sale espositive che già avevano ospitato gli abiti scultura di Capucci, propone 40 dei circa 25 mila costumi di scena realizzati dalla Casa d’Arte Cerratelli, attiva a Firenze dal 1914 al 1995, nel corso di numerose collaborazioni con importanti registi, costumisti e artisti. Anche se la selezione dei costumi ha seguito criteri soprattutto estetici, sono presenti tutti i generi di rappresentazione, così come risulta ampia la scelta dei costumisti: dal primo che lavorò per la Casa d’Arte Cerratelli, Gino Carlo Sensani, a noti artisti come Umberto Brunelleschi, Corrado Cagli e Giorgio de Chirico; a poeti visionari come Gabriele Luzzati o Danilo Donati, solo per citarne solo alcuni.

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