Protesta contro la chiusura dell’ospedale di Nardò

Bari

Protesta contro la chiusura dell’ospedale di Nardò

E’ rinviato al prossimo 27 gennaio l’incontro tra il presidente della Regione Nichi Vendola, l’assessore Tommaso Fiore e i manifestanti di Nardò contro la chiusura dell’ospedale salentino, che la Regione vuole trasformare in Casa della Salute per rientrare nei piani di bilancio.

Ieri dal comune leccese, infatti, sono giunti a Bari 300 manifestanti, tra cui amministratori, cittadini, esponenti della diocesi salentina, rappresentata dal vicario don Luigi Ruperto. E’ su iniziativa del suo vescovo Caliandro che ha preso corpo questa protesta pacifica.

Anche se davanti al palazzo della Regione Puglia i manifestanti non sono riusciti ad incontrare Vendola, sperano nella vertenza che mantenga aperto l’ospedale. Dal comitato Spes Cives della diocesi salentina tengono a precisare quanto sia importante e necessaria la presenza della struttura sanitaria in un paese popoloso come Nardò e per questo non si intende cedere alla volontà del consiglio regionale.

Quest’ultimo però sembra inamovibile sulla decisione di chiudere l’ospedale, constatando che nel Salento possono bastare 4 ambulatori medici anzichè gli 11 undici tutt’ora operativi.

Dalla Regione spiegano che c’è una sovrabbondanza rispetto al numero della popolazione.

I manifestanti sono disposti a ricorrere alla Corte di giustizia europea, depositandouna corposa documentazione sugli ospedali salentini alla Procura della Repubblica di Lecce.

“Tutti gli ospedali della provincia sono sprovvisti del certificato di agibilità antincendio, dicono dal comitato Spes Cives, mentre l’unico che è stato messo a norma a seguito di costosi lavori, viene smantellato”.

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