Proteste No Tav in Val di Susa: otto fermi COMMENTA  

Proteste No Tav in Val di Susa: otto fermi COMMENTA  

** CORRECTS IN THE FIRST SENTENCE RESTING TO RESISTING ** Protesters hold a banner reading, NO TAV(No to high speed train) the resisting valley, during a demonstration in Susa, near Turin, northern Italy, Saturday, Jan. 23, 2010. Demonstrators are protesting against the proposed plans to build the Turin-Lyon high-speed train line including a tunnel in the Italian "Val di Susa" valley. (AP Photo/Massimo Pinca)

Continua la durissima vita dei cantieri per la realizzazione della tratta ferroviaria ad Alta Velocità che dovrebbe collegare Torino alla città francese di Lione, in corrispondenza dell’attraversamento della Val di Susa, nei pressi di Torino.


Nella notte, un gruppo di attivisti No Tav ha raggiunto il cantiere di Chiomonte, dove ha avviato un’azione di protesta culminata in un fitto lancio di pietre e nell’utilizzo di petardi di grosse dimensioni. Un’iniziativa che si colloca nell’ambito di una tre giorni (dal 4 al 6 di settembre) annunciata dal movimento che si oppone alla costruzione della linea ferroviaria e che è stata ribattezzata “Seminiamo Resistenza”.

Già nel pomeriggio, infatti, proprio di fronte all’ingresso del cantiere di Chiomonte e lungo una parte della recinzione c’era stata una manifestazione pacifica, in cui gli attivisti avevano simulato una semina, a favore di “una valle viva e verde”, secondo quanto hanno riferito alcune fonti, fra cui l’Ansa.


Di ben altra tipologia l’azione notturna, improntata a gesti violenti che hanno reso necessario l’intervento immediato delle forze dell’ordine, che hanno proceduto al fermo di otto persone.


Fra gli arrestati, stando a quanto hanno riferito alcune fonti del movimento di protesta, risultano esserci anche due minorenni, entrambi studenti di scuola superiore, uno di Bologna e uno di Torino. Altre quattro persone sarebbero invece studenti universitari di Torino, una risulterebbe un attivista del centro sociale torinese Askatasuna e una un uomo residente a Bologna, del quale non si conoscono ulteriori dettagli.

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Nessuna dichiarazione ufficiale, almeno per il momento, da parte delle forze dell’ordine che hanno proceduto agli arresti, né da parte di esponenti del movimento No Tav.

La situazione attuale, in Val di Susa, vede diversi cantieri operativi, ma sotto una – di fatto – costante ‘protezione’ da parte di polizia e carabinieri, che sono costretti a intervenire ogni qual volta le manifestazioni di protesta No Tav sfociano in azioni violente.

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