Proverbi Giorni della Merla COMMENTA  

Proverbi Giorni della Merla COMMENTA  

Tradizionalmente, gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, il 30 e il 31, sono considerati i giorni più freddi dell’inverno, e sono detti giorni della Merla.

Ci sono molte leggende regionali che spiegano il perché di questa denominazione; quella più diffusa racconta che un tempo i merli erano bianchi. Poi, per rifugiarsi dal gran freddo di gennaio, una mamma fece infilare i suoi piccoli nel comignolo di un camino, e ne uscirono tutti neri, e così rimasero per sempre.

Ci sono anche moltissimi proverbi, detti e filastrocche legati a queste giornate: in dialetto bresciano si dice“Du ghèj hò e ‘n prestit (due soldi li ho a prestito), giù él troarò (uno lo troverò). Se bianca te sé (se bianca sei), negra tè farò, e se negra tè sé, bianca deèntarè (bianca diventerai)”.

Oppure, in bergamasco, “Canta ‘l merlo ‘n font al zerlo che ghè finit l’inverno: te salude padrù”, ovvero “canta il merlo, l’inverno è finito, ti saluto padrone: trovo un altro tetto”.

Persino Dante Alighieri, nella sua “Divina Commedia”, cita i giorni della merla, facendo dire, nel XIII canto del Purgatorio, all’anima di Sapia “Omai più non ti temo! / come fè ‘l merlo per poca bonaccia”.

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