Provinciali ? No Provincenti o quasi

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Provinciali ? No Provincenti o quasi

Dopo la vittoria nel derby l’Inter è ritornata sul banco degli accusati, la beneamata viene infatti accusata di giocare come una provinciale, arroccata in difesa e capace solo di ripartire in contropiede.

Ma cosa vuol dire giocare come una provinciale ? Dopo la partita di Torino con il Torino ed ora dopo la vittoria contro il Milan, opinionisti ed avversari hanno attaccato l’Inter; non si può giocare così, non si può arroccarsi in difesa ed attendere l’errore dell’avversario.

Premesso che l’Inter ha giocato con un uomo in meno tutto il 2° tempo, bisogna comunque chiedersi cosa si intende per giocare come una provinciale ? Ogni allenatore ha un proprio vissuto, ha delle esperienze e delle convinzioni, cerca di insegnare un certo tipo di gioco.

Certo ci sono pregi e difetti; per rimanere in casa Inter le debacle recenti di Gasperini e Orrico insegnano che bisogna avere elasticità mentale e un buon allenatore dovrebbe cercare di adattare le sue idee agli uomini che ha a disposizione.

Ma anche questa affermazione deve essere valutata sulla scorta di altre situazioni contingenti; nella vita così come nel calcio la fortuna ricopre un ruolo fondamentale, prendiamo il Milan di Arrigo Sacchi, la vittoria nella coppa dei Campioni 1988-89 passò da una partita sospesa per nebbia; una partita che in quel momento il Milan stava perdendo e che quando venne rigiocata venne vinta invece dai rossoneri.

E ancora prendiamo la Juventus dei campioni del Mondo dell’82, quella squadra fortissima arrivò alla finale di coppa Campioni contro un modesto Amburgo, in molti si chiedevano chi avrebbe segnato il 1° gol bianconero, invece Magath giustiziò la vecchia signora che non riuscì a ribaltare il risultato.

E poi ancora Maifredi, novello profeta della zona ad Ospitaletto e a Bologna, arrivato alla Juventus fallì completamente e non riuscì più a rilanciarsi nel mondo del calcio, ma anche un allenatore vincente e compassato come Liedholm non riuscì a entrare nelle grazie del patron Silvio Berlusconi; dopo una campagna faraonica e una squadra che arrancava a fatica i tifosi stanchi ed esasperati lo contestarono apertamente arrivando anche a lanciargli dei sassi.

Chiudo ricordando una canzone degli 883; “la dura legge del gol”; lascio che il lettore vada a risentirsi la canzone, e pongo una domanda : preferite ricordare una squadra spettacolare oppure una squadra vincente ?

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.