Psicofarmaci per un adolescente su quattro COMMENTA  

Psicofarmaci per un adolescente su quattro COMMENTA  

Una ricerca in corso coordinata dal Dipartimento di salute pubblica dell’università di Torino, presentata nei primi risultati durante il Rapporto Osservasalute 2011, condotta su 600 studenti tredicenni delle scuole medie, afferma che il 25% di essi ha utilizzato psicofarmaci. In alcuni casi i farmaci sono stati assunti fuori casa con amici, in altri casi sono invece stati i genitori a far assumere i farmaci ai ragazzi.


Una decisione non dettata però da motivazioni mediche, ma solo dalla volontà di aiutare i figli a superare gli stati di ansia. Si tratta, ha commentato Roberta Siliquini, ordinario di Igiene, che ha avuto il compito di illustrare il rapporto, di un ”uso improprio e preoccupante degli psicofarmaci, principalmente per due ragioni: la prima è che somministrare a ragazzi psicofarmaci a dosaggio per adulti può portare ad effetti imprevedibili; la seconda è che, dal punto di vista educativo, è sbagliato indurre i giovani a pensare di poter risolvere i propri problemi o la propria ansia semplicemente basandosi su un aiuto esterno come può essere un farmaco”.  Tanto più nel caso di bambini e ragazzi “l’utilizzo di questi farmaci richiede sempre lo stretto controllo del medico e gli psicofarmaci devono essere prescritti da un neuropsichiatra infantile.

In questo campo, l’automedicazione, o il fai da te, è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini”. L’ansia infatti è solo un sintomo, che deve essere valutato da uno specialista; qualora non indichi una patologia, non deve essere trattata con psicofarmaci, che rimangono comunque da assumere sotto stretto controllo medico.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*