Può lo svezzamento precoce causare problemi di salute nei neonati? - Notizie.it

Può lo svezzamento precoce causare problemi di salute nei neonati?

Guide

Può lo svezzamento precoce causare problemi di salute nei neonati?

Si dice sempre “la mamma lo sa bene”, ma recenti studi hanno dimostrato che circa il 40% delle madri Americane svezzano i loro bimbi molto prima del dovuto. In base ad una ricerca condotta dalla CDC (Center for Diseases Control – Centro di Controllo delle Malattie) 4 neo-mamme su 10 smettono di dare il latte materno ai loro figli intorno al quarto mese di vita, aumentando il rischio di obesità infantile ed altri problemi cronici di salute.

Lo studio ha anallzzato i dati raccolti tra 1334 neo-mamme tra il 2005 ed il 2007. Si è scoperto che oltre il 40% dei genitori esaminati ha riferito che i loro figli mangiavano cibi solidi, come cerali e purè, molto prima dell’età raccomandata di 4 mesi. Le linee guida emesse dall:Accademia Americana di Pediatria (AAP)hanno aumentato il periodo di attesa dello svezzamento fino a 6 mesi.

Le ricerche indicano che le madri che svezzano i figli prima dei 4 mesi previsti, sono donne giovani, single e con una bassa istruzione.

Sorpendentemente l’8% delle mamme esaminate afferma di aver svezzato i propri figli quando questi avevano poco meno di un mese di vita.

Kelly Scanlon, una ricercatrice della CDC , Divisione Nutrizone, Attività Fisica ed Obesità, ha affermato che i risultati sono scioccanti e che mettono in evidenza la necessità di un migliore accesso alle informazioni su quando le madri dovrebbero dare i cibi solidi ai loro bimbi. “I pediatri e gli altri operatori sanitari devono fornire indicazioni chiare e precise”, dice. Ma garantire che le madri ottengano le informazioni giuste potrebbe non essere una cosa facile. Secondo i ricercatori, le neo mamme si rivolgono a una varietà di fonti circa il modo giusto di alimentare i propri figli, e le informazioni ricevute potrebbero non essere giuste e coerenti. Inoltre, molti operatori sanitari riferiscono che non hanno una formazione sufficiente per formulare raccomandazioni sicure.

Tra le donne che hanno effettuato uno svezzamnto precoce, l’89% ha affermato di credere che i loro bambini fossero pronti.

Le ragioni addotte erano interessanti:il 71% ha dichiarato che i loro bambini sembravano “più affamati del solito”, il 67% ha detto che il bambino aveva mostrato un interesse per il cibo solido, e il 56% ha dichiarato di aver seguito il consiglio degli operatori sanitari. L’8% ha anche riferito che una condizione medica eccellente poteva essere raggiunta grazie all’assunzione di cibi solidi.

Anche se questi risultati indicano che gli operatori sanitari spesso forniscono informazioni fuorvianti, Kelly Scanlon avverte che essi comunque non sono le sole cause degli errori materni. Jennifer Shu, pediatra e portavoce dell’AAP, suggerisce che le nuove mamme possono anche ottenere consigli sbagliati da vecchi amici e parenti che hanno iniziato i propri figli ai prodotti alimentari solidi contrariamente alle linee guida mediche.

Le ragioni per le linee guida della AAP sono convincenti. Gli studi hanno messo in relazione l’assunzione di cibi solidi e le malattie infantili croniche come l’eczema, le infezioni respiratorie, il diabete e l’obesità.

Anche se molte madri ritengono che i cibi solidi aiutino il loro bambino a scongiurare la fame o a dormire meglio, l’AAP avverte che i bambini hanno bisogno di avere un adeguato controllo della testa e del collo e altre abilità di sviluppo, prima di poter tranquillamente digerire cibi solidi. Inoltre il passaggio di solidi può eliminare le garanzie contro le infezioni, cosa che invece non avviene con l’allattamento al seno.

Anche se il rapporto del CDC si basa sulle informazioni raccolte più di sei anni fa, gli stessi pericoli per i bambini possono essere validi ancora oggi. Le neo mamme dovrebbero essere bene informate sui requisiti di alimentazione dei loro bambini, e, se necessario, chiedere un secondo parere.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*