Putin escluso dal vertice sull’Ucraina, crisi diplomatica COMMENTA  

Putin escluso dal vertice sull’Ucraina, crisi diplomatica COMMENTA  

Finora, in qualche modo, il canale del dialogo fra Russia e Ucraina è sempre rimasto aperto.
Certo, un dialogo diplomatico, che negli scorsi mesi si è dimostrato essere più di facciata che non altro, ma i vertici dei quattro paesi del Patto di Normandia (oltre a Russia e Ucraina, Germania e Francia) hanno continuato a susseguirsi, gettando ogni volta acqua sul fuoco di una situazione che, in certi aspetti, ha ricordato e ricorda molto il clima velenoso della guerra fredda.

Ieri però l’equilibrio è stato rotto, perché il quartetto è stato privato di uno dei suoi membri e, per matematica conseguenza, si è trasformato in un trio. Fuori ci è finita la Russia di Vladimir Putin e la responsabilità, svolgendosi il vertice a Berlino, è di Angela Merkel e del governo tedesco.

L’esclusione è pesante, perché priva in automatico il vertice della possibilità di fare passi avanti nella ricomposizione della questione russo – ucraina, ovvero lo trasforma in un conciliabolo inutile, almeno dal punto di vista della forza diplomatica.

Forse potrebbe trattarsi di una mossa astuta, che mira a inviare a Putin il chiaro messaggio che, se ci si vuole sedere al tavolo delle trattative, prima occorre garantire di essere affidabili. Senza dimenticare, in tutto ciò, le esplicite minacce, di provenienza Usa, sullo schieramento di truppe Nato lungo il confine orientale d’Europa.

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Il Cremlino, per ora, ha commentato con un “aspettiamo i risultati” che è tanto laconico quanto beffardo, perché è comunque chiaro che, senza Putin al tavolo, di risultati veri non se ne possono certo vedere. Almeno, non di quelli pacifici.

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