Qual è la storia maschera di Gioppino

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Qual è la storia maschera di Gioppino

Il Carnevale si avvicina, e questa festa diventa spesso un’occasione perfetta per rispolverare le leggende e le storie di antiche maschere provenienti dal teatro o dai racconti di paesi e popoli italiani. Tra le maschere meno conosciute, ad esempio, c’è quella di Gioppino, uno dei burattini più famosi della commedia teatrale bergamasca (chiamato in dialetto Giopì de Sanga).

Conosciuto sopratutto per avere tre grossi gozzi (una sorta di pomo d’Adamo sotto il mento) di cui lui si vanta molto e chiama granate o coralli, quasi come fossero dei gioielli. Secondo la legenda, Gioppino avrebbe una genealogia ben delineata. Sarebbe nato a Zanica da padre:Bortolo Söcalonga e madre: Maria Scatoléra, ha una moglie di nome Margì (che ama molto) e un figlio di nome: Bortolì i due fratelli sono invece Giacomì e il piccolo Pissa ‘n braga.

La sua maschera si caratterizza per avere una faccia grande e tonda, un’espressione da furbo e un vestito largo e verde orlato di rosso. I pantaloni sono scuri e porta sempre un cappello rotondo con una fettuccia che pende. Si tratta di un facchino che si occupa anche della cura dei campi, in realtà non ama molto il lavoro duro, e si accontenta di lavori occasionali pur di vivere alla giornata. Di conseguenza si tratta di un uomo molto rozzo e ignorante, ma anche molto generoso, sopratutto nei confronti dei più poveri e sfortunati. E’ un grande amante del buon cibo e del buon vino.

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