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Qualcuno volò sul nido di Yves Klein
Mostre

Qualcuno volò sul nido di Yves Klein

Nei giorni scorsi passeggiavo per Genova alla ricerca di un libro.
Entrando in una libreria, mentre mi apprestavo a chiedere il volume a una signorina che indossava degli occhiali la cui forma mi ha ricordato inevitabilmente la ruggente attrice degli anni ’20 Jill Esmond, vidi dei volantini informativi e tra questi, il nome di Yves Klein splendeva. Lo misi accuratamente dentro un quaderno; una volta tornata a casa ne guardai il contenuto e oggi, lo condivido con voi.

Yves Klein, grande artista dadaista francese, viene celebrato a cinquant’anni dalla sua morte, in una mostra che si terrà a Genova, al Palazzo Ducale, fino al 24/08/2012.

“La mia opera non è una ricerca” – diceva Klein – “E’ la mia scia”.

Non ho mai capito cosa intendesse dire con questa frase se devo dirvi tutta la verità.
Di solito l’Arte contemporanea mi crea dei vuoti cosmici: ne comprendo l’intento ma ne disapprovo il posto.
Personalmente amo l’arte selvaggia.

Non nel senso di primitiva ma nel senso di sanguigna, sensuale, accattivante, sporca.

Le opere di Klein, per quanto siano frutto di un percorso interiore il cui intento è volto a sublimare dei principi etici e cosmici, non riescono a strattonarmi le viscere. Questa è solo un’opinione personale e come tale va concepita.

Piuttosto ritengo possa essere utile segnalare questo evento a coloro che apprezzano la realtà dei combattimenti giapponesi, poichè le opere di Yves Klein sono frutto di anni nella terra d’oriente, a contatto con i migliori maestri del judo, in un misto di fisicità e spiritualità.

Erika Mennella

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