Quali sono le parolacce che usano di più i bambini COMMENTA  

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Come fare smettere vostro figlio nel dire le parolacce: quali le più sentite e più ripetute dai bambini

Spesso capita di sentire uscire dalla bocca dei propri figli delle parole volgari e di cattivo gusto, di certo non carine per un bambino e che non si vorrebbero mai sentire udire. In effetti, capita più spesso di quanto di pensi, è ovvio che bisogna correggerli e spiegare loro il significato delle stesse per evitare che la situazione si ripeta inevitabilmente e diventi una routine quotidiana. Se un tempo erano le parolacce erano più diffuse all’età delle scuole medie e superiori, oggi anche nel linguaggio dei bambini di 6-8 anni si sentono imprecazioni, i più piccoli di 3-4 anni di età, usano queste espressioni per imitazione degli adulti o dei più grandi, senza conoscere il vero e reale significato. Per capire come comportarsi con i bambini che dicono le parolacce in continuazione, dobbiamo prima indagare su quale dei motivi li spinge a esprimersi in quel modo: la strategia da adottare, quindi, dipende dalla funzione che il dire le parolacce ha in quel momento per il bambino. Se, ad esempio, si tratta di imitare l’adulto, la correzione concerne quello di evitare o ridurre il ricorso a queste parole in casa, in famiglia e spiegare al bambino che certe parolacce sono irripetibili. Poi, ci sono parole come “scemo, stupido, cretino, deficiente, ect.” che, sebbene siano imprecazioni, non sono così gravi da pronunciare ma, devono essere comunque oggetto di controllo nell’utilizzo espressivo quotidiano.


Se invece ci accorgiamo che i bambini usano le parolacce come strategia per richiamare la nostra attenzione, dobbiamo insegnare loro che otterranno la nostra attenzione solo se useranno un altro registro verbale e linguistico.

Ci sono certe parolacce che sono piuttosto “pesanti” e molto scortesi da evitare e da spiegare il significato per fare comprendere che sono molto inadatte per la prematura età.

Un utile consiglio è quello di attenzionare i programmi che il bambino guarda dato che in TV spesso si sentono altro che c…o, p…..a, m…a, t…a di c…o! Evitate che i vostri figli apprendano questo gergo di cattivo gusto.

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