Quali sono i simboli del Natale?

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Quali sono i simboli del Natale?

Il Natale è una ricorrenza caratterizzata da alcuni simboli che si tramandano di generazione in generazione, e che hanno origini molto antiche. Il presepe, per esempio, viene dalla tradizione dei Saturnali. Oltre alle candele, durante questo periodo magico dedicato a Saturno ci si scambiavano delle statuette d’argilla, i sigilla. La festa dei Sigillaria si svolgeva il 20 Dicembre. I sigilla avevano l’aspetto dei familiari che erano deceduti durante l’anno ed erano commissionati in coccio.

Il compito dei bambini e delle famiglie era sia quello di creare le statuette, ma anche di lucidarle e disporle secondo la loro fantasia in un recinto nel quale veniva riprodotto l’ambiente rurale. L’usanza di disporre le statue in un ambiente bucolico ci ricorda proprio il Presepe, che da qui è derivato. La famiglia si riuniva davanti a questo recinto per chiedere la protezione degli avi e lasciare offerte di vino e cibo.

Altro simbolo tipico del Natale è l’abete. La presenza di questo albero durante il Natale non è casuale. Nella Bibbia l’abete è considerato l’Albero della Vita e nel cristianesimo diventa l’albero del legno della croce, ma anche la croce cosmica gnostica le cui braccia comprendono l’Universo. Appendere all’albero lumini, sostituiti oggi dalle lucine elettriche, rimanda al dono della luce che viene fatto all’umanità, grazie alla nascita del Cristo, o al Sole che rigenera.

Il simbolismo della stella natalizia è pressoché infinito perché si richiama alla stella a cinque punte. E’ il simbolo della manifestazione divina presenta in ogni uomo. La stella danzante del filosofo Nietzsche, ma anche la stella a cui uno dei più noti ed eccentrici esoteristi del Novecento faceva riferimento dicendo: ogni uomo e ogni donna è una stella. In ogni creatura c’è un principio interiore luminoso con cui ognuno di noi si dovrebbe identificare. Non dimentichiamoci di mettere sopra l’albero di Natale o in un punto ben in vista della nostra casa la stella di Natale, proprio per onorare il divino presente in noi.

L’agrifoglio è una pianta amuleto e portafortuna che ci si scambia a Natale. Le sue bacche rosse nel pieno dell’inverno sono un riferimento all’energia solare, alla luce del mondo nel momento dell’alba del Natale. Si tratta di una pianta difensiva perché le foglie spinose si pensava che allontanassero gli spiriti maligni già nei tempi antichi. E’ quindi importante appenderlo alla porta e creare con questa pianta un bel centrotavola circolare mettendo al centro una candela rossa. Questa rappresenta la luce della famiglia che si riunisce a tavola, protetta dalle spine dell’agrifoglio.

Il bue e l’asino, nonostante i Vangeli canonici non ne parlano, sono gli animali presenti nel Presepe vivente inscenato da San Francesco. Appaiono nella natività di Gesù in un testo di epoca posteriore ai Vangeli, l’apocrifo dello pseudo Matteo. Il bue riprende il Toro sacrificale, il simbolo legato al culto del Dio solare Mithra che veniva sgozzato. Con il suo sacrificio il toro mitraico genera tutto il mondo creato. In altri culti pagani le corna del Bue rimandano alla Luna e a Iside. Questi animali possono essere collegati alla visione iniziatica della natività.

L’oro, l’incenso e la mirra sono i doni che i Re Magi porgono a Gesù Bambino. L’oro è il simbolo dell’essenza divina, la mirra è legata alla sapienza taumaturgica, e quindi alla guarigione. Infine l’incenso è il simbolo dell’offerta a Dio, è il dono che facciamo al cosmo, il nostro personale sacrificio.

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