Quali sono gli sbocchi per i laureati in Scienze della Comunicazione?

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Quali sono gli sbocchi per i laureati in Scienze della Comunicazione?

Partendo dal presupposto che nessuna facoltà universitaria oggi è in grado di garantire un lavoro, tanto meno stabile e ben retribuito, è anche vero che vale il discorso contrario. Il percorso professionale che intraprendiamo è il risultato di diversi fattori, di cui certamente la formazione scolastica è uno dei più importanti. I punti di vista al riguardo possono essere differenti. Andrea Cammelli, direttore di “Almalaurea” (www.almalaurea.it), il consorzio universitario che monitora la condizione occupazionale dei laureati in Italia, ci ha fornito alcuni dati sui quali riflettere.

Ad un anno dalla laurea magistrale, il 66% dei laureati in Scienze della Comunicazione ha trovato un lavoro (la media del totale dei laureati di ogni facoltà è 58,6). A cinque anni questa percentuale sale al 90,5 (la media è 85,8). Vale a dire che chi ha scelto questa facoltà non se la passa poi così male. Anzi, secondo i dati, ottiene risultati leggermente migliori rispetto alla media nazionale.

La stessa cosa vale anche per il tipo di contratto: il 68 per cento dei laureati in Scienze della Comunicazione, a cinque anni dalla laurea, trova un lavoro stabile (la media è 72,7). La retribuzione, invece, è leggermente inferiore: 1.372 euro mensili quella dei dottori in Scienze della Comunicazione, 1.440 euro mensili quella calcolata sul totale dei laureati.

Il punto di vista di Paolo Citterio, presidente di Gidp (l’Associazione dei direttori delle Risorse Umane), parte dal presupposto che tra i settori che offrono maggiori possibilità di assunzione oggi ci sono quelli del marketing e quello commerciale. Tra quelli in maggiore difficoltà, invece, c’è uno dei campi più ambiti da chi sceglie questa facoltà: l’editoria. La formula giusta, quindi, per chi frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione potrebbe essere quella di allargare l’orizzonte ad altri ambiti, completando gli studi con un Master per acquisire delle competenze specifiche spendibili sul mercato del lavoro.

L’obiettivo di lavorare nel mondo della Comunicazione resta comunque quello di molti studenti che intraprendono questa facoltà.

Una strada, oltre a quella dei giornali cartacei e dell’editoria libraria, potrebbe essere quella di puntare sull’online.

La Rete offre buone occasioni di lavoro. Il web ha fatto nascere, infatti, decine di nuove professioni che sino a qualche anno fa erano sconosciute. Per esempio, c’è spazio per i professionisti della comunicazione che sappiano gestire i social network per conto delle aziende (i Digital Pr), per chi si occupa di scrivere e organizzare i contenuti degli spazi online (Web content manager) e per i redattori che cercano e producono notizie online (Web editor).

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