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Quali sono i mestieri meno ambiti in Italia?

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Quali sono i mestieri meno ambiti in Italia?

E’ vero, i dati economici parlano di disoccupazione alle stelle, ma forse è meglio dire che esiste una errata distribuzione dei posti di lavoro. Ci sono impieghi che vengono completamente “snobbati” da noi italiani, e che pur tuttavia sono molto ricercati dalle aziende. Unioncamere lancia l’allarme: ci sono ben 124 mila posti vacanti per gli under 30. Nella classifica dei lavori meno ambiti troviamo il saldatore, il pasticciere, l’idraulico, il pastaio, il meccanico e il sarto. Si calcola che in Italia un’azienda impieghi almeno 7 mesi e mezzo per trovare un falegname.

Latitano anche gli installatori di infissi (ne servirebbero circa 1.500 per rispondere alla domanda del mercato), i panettieri (attualmente i posti disponibili sono più di mille) e gli infermieri: l’anno scorso (2012) la richiesta era elevatissima e, per soddisfarla, si è dovuto ricorrere all’assunzione di stranieri.

Cos’hanno in comune certi mestieri snobbati? Sono semplici, umili, considerati poco dignitosi. E poi sono all’antica: i giovani li vedono come un ritorno al passato.

Richiedono sacrificio, impegno e manualità. Chi fa il pane deve alzarsi prima dell’alba, mentre baristi e camerieri fanno le ore piccole. Nell’immaginario comune, l’operaio è un mestiere avvilente, retrogrado, di basso rango.

Le mansioni di servizio, come le pulizie o il servizio ai tavoli, sono ancora associate all’idea di asservimento e sottomissione. Le arti e i mestieri tecnici sono alla base della piramide del lavoro, perché assicurano la sopravvivenza dell’umanità. E poi, chi ha detto che sfogliare un libro o battere le dita su una tastiera sia più nobilitante che impastare o cucire?

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