Quali sono i rischi del tatuaggio all’hennè?

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Quali sono i rischi del tatuaggio all’hennè?

Sulle spiagge è facile incontrare tatuatori che eseguono lavori utilizzando l’hennè. Si tratta di tatoo temporanei che per questo riducono le probabilità di reazioni allergiche o episodi di sensibilizzazione. Ma sono realmente sicuri per la nostra salute? Il problema è che, allo scopo di velocizzare l’applicazione e accentuare il colore, negli inchiostri è inclusa una buona percentuale di altre sostanze, come polvere di caffè, olio di eucalipto, foglie di tè e sempre più spesso anche la parafenilendiamina (PPD). Si tratta di un colorante blu scuro usato in diversi prodotti, come tinture per capelli, inchiostro da stampa, cosmetici, tessuti, ma che è una nota sostanza sensibilizzante.

La legislazione europea ne permette l’uso soltanto nelle tinture per capelli a concentrazioni basse (massimo il 6%), mentre ne vieta l’inserimento nei prodotti cosmetici da applicare su pelle, ciglia e sopracciglia. Un divieto che gli ambulanti extracomunitari spesso non rispettano, trattandosi di prodotti provenienti dai loro Paesi d’origine, dove non esistono queste limitazioni.

Il tatoo potrebbe dunque provocare una dermatite da contatto o una reazione allergica della pelle, con tutte le conseguenze del caso: bruciori, arrossamenti, prurito, vesciche, sensibilità al sole, bruciature, e nei casi più gravi, cicatrici indelebili.

La dermatite può scatenarsi anche dopo il primo tatoo temporaneo, quindi potrebbe cogliere di sorpresa. Se compaiono i sintomi ( di solito già dopo poche ore) devi ricorrere immediatamente al dermatologo, che ti prescriverà una pomata al cortisone e antistaminici orali, da assumere per 4-5 giorni. In più, dovrai evitare di esporti al sole per una settimana circa.

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