Quali sono le origini del carnevale? COMMENTA  

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Un noto proverbio dice che dopo Natale è sempre carnevale. Almeno fino a Pasqua. Anche se il carnevale al giorno d’oggi si festeggia nei paesi di tradizione cristiana e cattolica, le sue origini sono antiche e legate a popolazioni pagane.

Nell’antico Egitto si celebravano riti dedicati alla dea Iside, importati poi anche nell’antica Roma. I popoli babilonesi invece celebravano la vittoria del dio del caos Marduk sul drago Tiamat.

Il significato di tali riti è la sospensione per un breve periodo dell’ordine costituito e il rovesciamento di tutte le gerarchie, con lo scopo di riportare l’ordine, più forte e saldo di prima, una volta terminati i festeggiamenti.

Nell’antica Grecia si festeggiavano le dionisiache, celebrate anche da riti orgiastici. Analogamente, a Roma si celebravano i saturnali. Il momento è il passaggio dal vecchio anno al nuovo.

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Nei romanzi del francese Rabelais il carnevale rappresenta la rivincita dei più bassi istinti del popolo affamato e represso. Legati a questo periodo sono quindi grandi festeggiamenti, mascheramenti, forte presenza di vino e grandi mangiate. Da qui anche il modo di dire “a carnevale ogni scherzo vale”. A Firenze all’epoca dei Medici si organizzavano tornei cavallereschi e sfilate di carri mascherati accompagnati da filastrocche e canti. Lo slogan era “chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza”. Il termine carnevale o carnevalo si attesta nella lingua italiana a partire dal 1400 circa. La tradizione teatrale ha poi creato le maschere legate a questo periodo, come quella di Arlecchino.

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