Quali sono le tappe dell’omicidio di Garlasco COMMENTA  

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stasi

Si tratta di uno dei casi irrisolti più discussi degli ultimi anni. A Garlasco, provincia di Pavia, nell’estate del 2007,  Chiara Poggi viene trovata morta nel suo appartamento.

Si tratta senza dubbio di omicidio.  A fare la macabra scoperta è il fidanzato Alberto Stasi, che si sta laureando alla Bocconi, ed ovviamente è il primo ad essere interrogato dagli inquirenti.

La sera prima sono stati insieme, poi Stasi se n’è andato verso l’una. I genitori di Chiara erano in ferie. Non sono stati trovati segni di forzatura della porta,  il che fa pensare che la ragazza conoscesse bene il suo assassino, il quale l’ha colpita con un oggetto contundente che non è però mai stato trovato.

Una settimana dopo Alberto riceve un avviso di garanzia: è indagato per omicidio volontario. Qualcosa nella sua versione dei fatti non ha convinto gli inquirenti. Del resto Chiara era una ragazza solare, ma anche riservata.

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Non aveva molti amici, ma nemmeno nemici ed è difficile pensare che sia stato un ladro o uno sconosciuto ad aggredirla, dato che lei ha aperto tranquillamente la porta e fatto entrare in casa il suo assassino e, nonostante la sua timidezza, non si è fatta problemi ad accogliere uno sconosciuto in casa con pochi indumenti addosso. A meno che Chiara non fosse la ragazza che tutti conoscevano e avesse qualche altra amicizia particolare oltre a Stasi. Ma le indagini sulla sua vita privata non hanno portato a nulla. Mentre invece quelle sulla vita privata del fidanzato hanno evidenziato particolari inquietanti come la presenza di materiale pedo-pornografico nel suo computer. Viene trovato del sangue di Chiara sui pedali di una bici. Alberto dice che la bici non è sua. Il 28 settembre Alberto viene rilasciato perché non ci sono prove sufficienti contro di lui. Il 27 marzo 2008 si laurea in economia alla Bocconi. I Ris intanto fanno sapere che le tracce organiche trovate nella villetta appartengono a Chiara, ai genitori e a Stasi. Nel 2009 inizia il processo contro Stasi, che viene assolto in primo grado. Nel 2011 viene assolto anche in appello. Nel 2012 Stasi viene condannato a 30 giorni di carcere, convertiti poi in una multa, per possesso di materiale pedo-pornografico. Nel 2013 la cassazione stabilisce che il processo per il delitto Poggi è da rifare perché non sono stati presi in considerazione tutti gli indizi e la scena del crimine è stata compromessa. Il 16 gennaio 2014 Stasi viene assolto dalle accuse di possesso di materiale pedo-pornografico. Il 9 aprile 2014 inizia a Milano il processo d’appello bis a carico di Alberto Stasi.  Il 24 novembre 2014 il sostituto procuratore generale, Laura Barbaini, ha chiesto 30 anni di carcere per il giovane bocconiano. Secondo l’accusa 11 indizi gravi lo inchioderebbero, tra cui dei graffi sul braccio che i carabinieri hanno notato il 13 agosto 2007, i pedali sostituiti della bici, tracce di DNA di Stasi sui vestiti di Chiara e sul sapone che secondo l’accusa l’assassino ha usato per lavarsi dopo l’omicidio, il volto coperto di sangue di Chiara che invece secondo Stasi era pallido e altre incongruenze nella sua versione dei fatti. Mancano però due elementi importanti:l’arma del delitto e il movente. Su quest’ultimo è stato ipotizzato che ci possano essere stati degli attriti nella coppia, anche a causa della scoperta di Chiara del materiale pedo-pornografico di Alberto.

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