Quali sono linee guida fecondazione eterologa in Italia COMMENTA  

Quali sono linee guida fecondazione eterologa in Italia COMMENTA  

image

Il 4 Settembre scorso la Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimità le “Linee guida sulla fecondazione eterologa” affinchè si provveda a colmare il vuoto legislativo esistente nel nostro Paese su questo argomento. L’obiettivo è che la fecondazione eterologa venga considerata a tutti gli effetti una cura normale, e come tale si arrivi anche a stabilire un ticket uguale su tutto il territorio nazionale.


La procedura contenuta nelle Linee guida approvate dai Governatori delle Regioni italiane riunitisi in conferenza prevede che venga valutata attentamente la cartella medica e che si abbia un colloquio con la coppia per determinare se è pronta per essere sottoposta al trattamento.


La Consulta ha autorizzato la fecondazione eterologa in Italia con una sentenza che ha dichiarato incostituzionale la legge n. 40 in tema di procreazione assistita, che vietava alle coppie che non possono avere figli a causa della sterilità di ricorrere a spermatozoi oppure ovociti che provengono da donatori esterni alla coppia. La legge 40 ha dimostrato di essere oscurantista e fallace, per questo la Corte Costituzionale è intervenuta a “bocciarla”. Ecco, in sintesi, ciò che è riportato nelle Linee guida approvate dalle Regioni:

1)      La fecondazione eterologa rientrerà nei c.d. “livelli essenziali di assistenza” (Lea), quindi se ne potrà usufruire gratuitamente presso servizi pubblici oppure dietro pagamento del ticket;

2)      Bisogna rispettare il limite massimo di dieci nati per ogni donatore, e se la coppia ha già avuto figli potrà di nuovo richiederla ma con lo stesso donatore;

3)      C’è un limite di età da rispettare per essere donatori: tra i 20 e i 35 anni per le donne e tra i 18 e i 40 per gli uomini. Per la donna ricevente il limite massimo è di 43 anni;

4)      Sarà istituito un registro regionale dei donatori che resteranno anonimi: questi potranno effettuare donazioni in una sola Regione fino a quando non verrà creato un registro nazionale;

5)      Il bimbo nato dovrà avere lo stesso colore di pelle della coppia ricevente, stesso fenotipo e colore dei capelli, oltre che gruppo sociale compatibile;

6)      Se i genitori biologici intendono rivelare la propria identità, dovranno aspettare il compimento del 25° anno del  ragazzo/a.


 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*