Quando a lamentarsi sono le altre squadre ... - Notizie.it

Quando a lamentarsi sono le altre squadre …

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Quando a lamentarsi sono le altre squadre …

Dopo l’eliminazione del Milan dalla Champions League e le varie lamentele che si levano,anche giustamente attenzione, da parte di tifosi/giocatori/dirigenti/commentatori sportivi milanisti, penso sarebbe utile fare alcune considerazioni.

Il Milan è stato eliminato dal Barcellona, al momento una delle squadre più forti, se non la più forte in assoluto, però in questa partita i milanisti lamentano un rigore molto generoso regalato ai blaugrana sul punteggio di 1 a 1.

Il rigore ha permesso al Barcellona di andare in vantaggio e incanalare così la partita verso una direzione favorevole.

Cosa sarebbe successo se l’arbitro non avesse fischiato quel rigore ?

Ovviamente nessuno può rispondere ! Il pensare a quello che sarebbe potuto accadere è UCRONIA: questa parola deriva dal greco e indica letteralmente “nessun tempo” (οὐ = “non” – χρόνος = “tempo”), indica, in un racconto o in un film, quel che sarebbe potuto accadere se un preciso avvenimento storico (in questo caso calcistico) fosse andato diversamente.

Gli esempi si sprecano, basta pensare ai racconti che hanno immaginato un futuro alternativo dove Napoleone vincitore a Waterloo avrebbe ridisegnato la mappa d’Europa e cambiato la storia così come noi la conosciamo.

Tornando alla partita del Milan, così come per tante altre partite, rimane sempre un interrogativo: cosa sarebbe successo senza quel rigore; quello che è certo è che alcune decisioni in determinati momenti possono “tagliare le gambe” ai giocatori, svuotarli di ogni capacità combattiva.

Attenzione però le persone che oggi lamentano questi torti in un domani più o meno prossimo, a parti invertite, addurranno un’infinità di motivazioni per giustificare episodi che hanno avuto a loro favore.

Solo andando indietro di qualche anno molti tifosi interisti denunciavano torti arbitrali simili a quelli patiti dal Milan, contro queste lamentele si ergeva sempre un coro unanime di juventini e milanisti che invitavano realisticamente a dimostrare sul campo di essere i più forti evitando di giustificare la sconfitta con scuse puerili.

Quindi qual è la verità ?

La squadra più forte non sempre può primeggiare e nel caso specifico il Milan forse sarebbe riuscito a passare il turno, ciò detto non possiamo però sempre lamentarci quando gli episodi sono a nostro sfavore e minimizzarli quando sono a nostro vantaggio; questo ovviamente vale per tutti : Inter, Milan, Juventus, etc.

Sarebbe ipocrita considerare solo i torti subiti lamentando presunti complotti per poi tacere i vantaggi ricevuti; negli anni 80’ un presidente juventino rispondendo alle lamentele di un suo collega per un gol annullato che valeva uno scudetto si permetteva di regalargli un centimetro d’argento ….

Quello stesso presidente anni dopo con una squadra qualitativamente inferiore si lamentava per un fuorigioco inesistente fischiato ad un suo giocatore in una partita di coppa Uefa.

Anche il discorso delle presunte compensazioni fra torti e favori nell’arco di un campionato è molto discutibile: forse il mero dato numerico rende giustizia a questa affermazione, ma ….

Se ad una squadra viene negato un gol o rigore regolare, compromettendo quindi il risultato di quella partita, a poco vale statisticamente regalare magari un gol in fuorigioco o assegnare un rigore generoso sul 2 a 0 in nn’altra partita.

Numericamente il dato si compensa ma qualitativamente il gol assume una valenza molto differente.

Insomma sarebbe logico protestare a ragion veduta e sportivamente riconoscere i favori ricevuti; penso che da questo punto di vista esemplare sia il comportamento del tecnico del Parma Roberto Donadoni.

In più occasioni si è sempre astenuto dal commentare l’operato degli arbitri, sia per gli episodi favorevoli che per quelli sfavorevoli.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.