Quando si parla di gravidanza a rischio?

Guide

Quando si parla di gravidanza a rischio?

Ci sono gravidanze che, per vari motivi, devono essere seguite in modo costante dal medico, ed il parto deve avvenire in un centro specializzato. Con il termine “rischio” si è soliti indicare una gestazione “pericolosa” o che potrebbe concludersi con un parto difficoltoso. Individuare e quindi seguire adeguatamente questo tipo di gravidanze vuol dire ridurre al minimo gli “imprevisti”, i parti difficili, e quindi la mortalità materna o fetale. In quasi tutti gli ospedali e presso i consultori è possibile trovare un elenco di quei fattori che fanno considerare a rischio una gravidanza.

Tali fattori sono: precedenti parti prematuri o aborti spontanei; bambini nati morti o malformati; taglio cesareo; bacino molto stretto; precedenti gravidanze gemellari; minaccia di parto prematuro; malattie gravi materne (disturbi circolatori, cardiaci, affezioni renali, malattie del fegato o polmonari, diabete, gestosi gravidica, malattie infettive in atto o contratte all’inizio della gravidanza); fattore Rh negativo, età della gestante (primo figlio dopo i 40 anni o prima dei 16); numero elevato di gravidanze (più di quattro). La gravidanza “a rischio” se ben seguita dal medico, si conclude felicemente per la madre e per il piccolo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*