Quando si pensava in grande di Rossana Rossanda COMMENTA  

Quando si pensava in grande di Rossana Rossanda COMMENTA  

 

 

Molto famosa, Rossanda lo era. Ma la lingua di Rossanda  giornalista, al suo meglio, e nelle interviste-dialogo in particolare, è sempre  stata la stessa di Rossanda scrittrice, quale si sarebbe apertamente rivelata  più tardi, e solo di recente.

Per questo in realtà è stata sempre così amata,  così letta. Nessuno forse ha portato il genere pericoloso dell’intervista al  livello di narrazione aperta, e scoperta dell’altro nel profondo delle sue  contraddizioni, quanto Rossanda.

Il lettore di oggi ha a disposizione un  autentico tesoro per capirlo, e per meravigliarsi di quanto ricco, attraente,  problematico, serio, divertente, fatale sia stato il secolo appena passato.  Questo tesoro sono le interviste (spesso con ampiezza di saggio) che Rossanda ha  scritto interrogandone i protagonisti.

Una galleria stupefacente di personaggi  di tutto il mondo che formano l’identità profonda, culturale e politica, delle  varie anime di quella che, nelle sue più diverse sfaccettature, si è chiamata  “sinistra”… In un lungo saggio introduttivo scritto appositamente per questa  pubblicazione, Rossanda non solo ricuce il filo del Novecento, ma ricava da  queste interviste la domanda fondamentale – perché di tutte le cose che la  sinistra ha immaginato nulla si sia concretizzato – consegnandoci un libro di  bruciante attualità.

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