Quanti mondiali ha vinto la Germania? COMMENTA  

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Breve storia della nazionale tedesca: dal primo mondiale vinto nel 1908 all’ultimo vinto nel 2014

Tutto ebbe inizio il 5 aprile 1908, a Basilea, quando la Germania è scesa per la prima volta sul campo di calcio. Si scontrò con la Svizzera, ma quest’ultima ebbe la meglio.

Da allora però è molto migliorata, anzi direi che è tra le squadre più forti del mondo. Sempre se facciamo riferimento alle squadre cosiddette nazionali. In altri campionati le cose cambiano. Ma comunque i giocatori Made in Germany non vanno sottovalutati.

Il primo è il mondiale del 1954. A vincere quel mondiale fu la Germania ovest. Nel 1950 la Germania non viene ammessa al campionato mondiale, ma quattro anni più tardi invece vince in Svizzera. In realtà non si trattava della nazionale come la conosciamo ora, bensì della sola Germania ovest in quanto la frattura del paese ebbe ripercussioni anche a livello sportivo e calcistico. Nel 1954 la Germania ovest è agguerrita e arriva a giocare la finale contro l’Ungheria dove si compie il cosiddetto “miracolo di Berna”, ovvero la sorprendente rimonta della Germania che si trovava in svantaggio di due gol dopo i primi 8′ di gioco, segnando poi la rete della vittoria a sei minuti dal fischio finale.

Il secondo titolo è stato vinto in casa, nel 1974. Il campionato mondiale si è tenuto nella Germania ovest e tra le 16 partecipanti figurava anche la Germania est arrivata ai quarti di finale. La Germania ovest disputò la finale con i Paesi Bassi, battendo gli olandesi 2-1

Il terzo è giunto all’indomani della caduta del muro di Berlino, vale a dire nel 1990, anno in cui i mondiali di calcio si sono tenuti in Italia. Con il paese appena riunificato, a scendere in campo con fermezza e decisione e a conquistare il titolo mondiale è sempre la Germania ovest, guidata da Berti Vogts. A Roma l’8 luglio 1990 la Germania ovest batte l’Argentina 1 a 0, risultato che ottiene anche 14 anni più tardi. L’ultimo titolo mondiale conquistato dalla Germania è invece quello del 2014. La finale era col Brasile e si è conclusa 1-0.

Il quarto titolo è stato vinto nel 2014 battendo in finale per 1-0 l’Argentina. Il mondiale si è svolto in Brasile e vincendolo la Germania è diventata la prima nazionale europea a vincere la coppa in Sudamerica.

L’allenatore della nazionale tedesca

Joachim Low è la chiave del successo tedesco degli  ultimi anni. Low era l’allenatore in seconda dal 2004 e fu nominato nuovo commisario tecnico il 12 luglio 2006 subentrando a Klinsmann.

Il primo titolo mondiale vinto è quello del 2014. L’allenatore ha riscontrato molto successo nell’opinione pubblica tanto che in molti gli riconoscono il merito di aver creato un gruppo molto unito e di essersi guadagnato col tempo la fiducia di tutti i giocatori.

Klose e Neuer sono due dei giocatori più importanti della squadra di Low.

Miroslav Klose

Classe 1978, attualmente svincolato, è uno dei più forti centravanti degli ultimi decenni. È fortissimo di testa e nel mettere il piede, la spalla, il petto o il polpaccio al momento giusto nel posto giusto. È il miglior marcatore nella storia della nazionale tedesca con 71 gol in 137 partite ed è il miglior marcatore della coppa del mondo Fifa avendo effettuato 16 gol.

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Manuel Neuer

Classe 1986, attualmente al Bayer Monaco, è l’uomo in più della Germania di Low. Il portiere tedesco ha un ottimo lancio lungo. In zona alta è l’uomo che fa girare la palla per l’ampiezza ed è anche quello che fa rifiatare la Germania. È stato eletto portiere dell’anno, nel 2013, 2014,2015 , dall’International Federation of Football History & Statistics.

Germania: il successo del calcio tedesco

Tutto inizia nel 2001, dopo l’eliminazione dall’Europeo di Belgio e Olanda di qualche mese prima. Il progetto della DFB, la lega calcio tedesca, è molto importante e pone le basi dal reclutamento. È così che dodici anni fa viene introdotto l’obbligo per tutte le società di Bundesliga 1 e Bundesliga 2 (le nostra serie A e B) di avere una squadra in ogni categoria giovanile a partire dagli under 12. Il mancato rispetto di questo vincolo comporterebbe la revoca della licenza di partecipazione al campionato.

E per favorire la crescita dei giovani talenti tedeschi, ogni formazione dall’under 16 in su deve avere in rosa almeno 12 giocatori candidabili a una maglia della nazionale di categoria. Ne è scaturita una corsa a chi investe meglio che nel 2013 ha portato i club a spendere 80 milioni di euro nei settori giovanili (+3,3 per cento rispetto al 2011/12), facendo lievitare a 820 milioni il totale dei fondi destinati alle accademie del calcio dal 2001.

Intanto nel campionato

E per accorciare il gap tra le società – che per ovvie ragioni non possono avere la stessa forza economica – la Federcalcio tedesca ha creato un fondo comune per aiutare i club con meno risorse, che hanno sfruttato l’occasione per sfornare talenti e rivenderli alle big ingrossando il conto in banca. Risultato: oltre la metà dei giocatori della Bundesliga sono tedeschi e spesso cresciuti in piccole realtà come Wolfsburg, Friburgo e Rostock.

La Germania ha saputo mescolare e attingere al serbatoio di multiculturalismo endemico nella società. Così a Bastian Schweinsteiger sono stati affiancati talenti di origini lontane. Come il turco Mesut Özil, classe ’88 e perno del centrocampo accanto a Sami Khedira, padre tunisino. Stesso discorso per Jerome Boateng, papà ghanese e mamma tedesca, e per il 22enne difensore doriano Shkodran Mustafi, origini albanesi ma cresciuto ad Amburgo. Ci sono anche due polacchi: il nuovo miglior cannoniere nella storia dei Mondiali, Miroslav Klose, e Lukasz Podolski, nato a Gliwice ma trasferitosi a due anni in Renania Settentrionale.

Uno dei risultati di questa rivoluzione è che nove giocatori della nazionale tedesca in Brasile facevano precedentemente parte delle squadre che hanno vinto, negli anni 2008 e 2009, o il campionato mondiale degli Under 21 (Jérôme Boateng, Benedikt Höwedes, Mats Hummels, Sami Khedira, Mesut Özil e Manuel Neuer) o il campionato europeo degli Under 17 e Under 19 (Mario Götze, Shkodran Mustafi e Ron-Robert Zieler). E visto che anche nel 2014 la nazionale tedesca ha vinto il campionato europeo degli Under 19 il commissario tecnico Löw non si deve preoccupare molto di chi succederà ai campioni attuali.

 

 

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Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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