Quarto inceneritore a Taranto. Cinque sono quelli autorizzati in Puglia - Notizie.it
Quarto inceneritore a Taranto. Cinque sono quelli autorizzati in Puglia
Bari

Quarto inceneritore a Taranto. Cinque sono quelli autorizzati in Puglia

Con la firma del dirigente servizio ecologia della Regione Puglia, Antonio Antonicelli e la funzionaria del comitato regionale di Via (valutazione di impatto ambientale), Carmen Mafrica, a Taranto verrà costruito un altro inceneritore, il quarto, su cinque autorizzati in Puglia. La firma giunge dopo la dichiarazione di conformità del Piano di Gestione dei rifiuti della Puglia.

L’ufficializzazione del nuovo inceneritore è stata pubblicata sul bollettino della Regione Puglia lo scorso 9 febbraio. La decisione di posizionare un altro inceneritore a Taranto si è presa senza il parere del Comune e della Provincia, che però, nonostante i solleciti ad esprimersi circa la questione entro la fine del 2011, non hanno fatto sapere nulla.

E così la Ecodi, l’azienda (sita nella zona industriale tarantina) che si occupa della costruzione dell’impianto, ha tutte le autorizzazioni per procedere ai lavori. L’inceneritore affiancherà un forno già esistente e potrà bruciare rifiuti ospedalieri e sanitari in genere, ma anche urbani provenienti dalle attività commerciali, da raccolta differenziata, scarti alimentari o prodotti agricoli.

Sarà un inceneritore per rifiuti pericolosi e non pericolosi e potrà smaltire 8.500 tonnellate di rifiuti l’anno.

Il nuovo inceneritore sarà ubicato tra la raffineria di Taranto Eni e l’acciaieria Ilva, vicino l’inceneritore pubblico dell’Amiu, e del cementificio Cementir autorizzato a bruciare cdr, e a qualche chilometro dall’Appia Energy di Massafra, inceneritore Cisa, che ha già inoltrato la richiesta per raddoppiare le sue linee.

Taranto è invasa da mostri di cemento che la circondano di inquinamento. E’ una città che già subisce le gravi conseguenze dell’Ilva e pare che il disinteresse del bene comune e dell’ambiente non freni l’installazione di altri impianti che potrebbero aggravare la salute dei cittadini.

Anche se una speranza per frenare la costruzione dell’inceneritore proviene dal gruppo Peacelink con il portavoce Marescotti il quale richiama ad una mobilitazione di piazza per dire no all’inceneritore: “Quando si tratterà di parlare dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia), l’ultimo passaggio prima dell’entrata in funzione del nuovo impianto, sarà quello su cui concentrare l’indignazione dei cittadini non sono più disposti a turarsi il naso e a chiudere gli occhi.”

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