Quei dannati pazzi

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Quei dannati pazzi

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La Commissione Europea, dopo essersi riunita ad Anversa nel 2011 occupandosi di tortura e detenzione degli istituti di pena, definì che gli opg italiani (ospedali psichiatrici giudiziari), per via del loro sovraffollamento, per le cure a volte inadatte, per i letti sedativi di detenzione e la precarietà delle condizioni igienico sanitarie, erano «umanamente inaccettabili», obbligando così l’Italia a porvi rimedio. Nel 2012, il Parlamento italiano andò in scena con il “Teatrino del Chissenefotte”, garantendone addirittura la chiusura nel 2013. Questa tematica però, inerente a queste strutture che una volta venivano chiamati manicomi criminali, non fa audience, non fa scoop, ma soprattutto non fa acquisire voti, quindi nessun politico — se non l’attuale sindaco di Roma Ignazio Marino, che da anni si batte per questi ospedali, vedi art: O.P.G l’inferno dei dimenticati del 7 aprile 2013. Ndr —, ha mai preso a cuore questa vergognosa detenzione.

Nel 2013, tuttavia, un’altra legge statuì la prima proroga, affermando la loro chiusura definitiva nell’aprile del 2014, ma un’altra proroga ‘prendi tempo’ sembra impedire che questi manicomi della vergogna vengano chiusi.

Addirittura il capo dello Stato sollecitò la loro sospensione, ma con le elezioni di mezzo il polverone sollevato si attenuò nuovamente. “A chi può fregare di quattro pazzi?“, penseranno la maggior parte dei parlamentari, dal momento che nessuno si è occupato seriamente di questi uomini dimenticati. Per chi ancora non lo sapesse, negli opg sono rinchiusi coloro che, pur avendo commesso un reato, vengono prosciolti in quanto ritenuti incapaci di intendere e di volere. In quanto tali, non vengono condannati a nessuna pena — che sarebbe definita nella sua durata —, bensì viene loro applicata una misura di sicurezza. Vengono internati non perché da punire ma piuttosto perché considerati socialmente pericolosi. Il loro internamento finirà dunque quando non saranno più considerati tali. ‘Ergastolo bianco’ sarebbe la parola più appropriata per chi da svariati anni, alcuni anche venti, attende una commissione che valuti lo stato psichico del singolo, ma nessuna commissione pare essersi riunita.images (1)

Un anno e mezzo fa i detenuti erano quasi 1.500, scesi dopo la legge del 2013 a 900.

Una vergognosa reclusione che priva di dignità i presunti ‘pazzi’, molti dei quali colpevoli dell’unico vero reato italiano: non conoscere qualche amico di amici o il postino che recapita la posta al maggiordomo del sottosegretario alla Giustizia. Un ammutinamento culturale che segue l’andazzo del nostro Paese, tra ruberie di gabinetto (il termine tecnico giuridico è peculato, suona meglio), omissioni e arrivismo. La Conferenza Stato-Regioni ha chiesto il rinvio della chiusura al 2017, nel frattempo centinaia di persone, molte delle quali in attesa di cure adeguate in istituti specifici, attenderanno sui letti di contenzione tra sterco e urina, ma si sa: tutto questo non fa scoop.

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