Ragazzina afghana subisce matrimonio forzato e torturata e costretta dai suoceri a prostituirsi

Matrimonio

Ragazzina afghana subisce matrimonio forzato e torturata e costretta dai suoceri a prostituirsi

A maggio 2011 Sahar Gul, 15 anni, afghana, viene venduta in sposa dalla sua famiglia: è vittima di un matrimonio forzato. Da allora i genitori non hanno più potuto vederla. Hanno denunciato la cosa alle autorità, che intervenute il 27 dicembre, hanno trovato Sahar rinchiusa in cantina, in condizioni disperate. La ragazzina ha detto di essere stata segregata, costretta a prostituirsi e torturata dai suoceri. Le hanno strappato le unghie, portato via ciocche di cappelli, spento sigarette su viso e corpo e le hanno negato il cibo per giorni. Perché tutto questo? Per aver tentato la fuga.

Rahima Zarifi, Direttrice del Women’Affairs Departement di Bahlan, ha assicurato che Sahar è stata immediatamente portata all’ospedale di Kabul, dove ha ricevuto la visita di rappresentanti del governo afghano.

Il ministro della Sanità, Suraya, Dalil, ha dichiarato: “chi è responsabile delle violenze contro questa ragazza deve essere perseguito dal governo afghano in modo che altri imparino la lezione” e Sediq Sediqi, portavoce del ministero dell’Interno, ha aggiunto che la suocera e la cognata della ragazza sono state arrestate, mentre il marito della giovane, un trentenne, è ricercato.

Secondo il rapporto Oxfam di ottobre 2011, in Afghanistan l’87% delle donne subisce diverse forme di violenza e molte sono ancora costrette a matrimoni forzati.

Negli ultimi tre mesi del 2011, la Commissione indipendente afghana per i diritti umani (AIHRC) ha registrato 1.026 casi di violenza sulle donne in Afghanistan. Nel 2010 a 2.700. Ad esempio è emersa la storia di un’adolescente, che è stata sfigurata con l’acido muriatico perché la famiglia aveva rifiutato una proposta di matrimonio.
Sono passati dieci anni dall’inizio della “guerra per liberare l’Afghanistan dai Talebani”, eppure la legge del 2009 intitolata “Eliminazione della violenza contro le donne” (Evaw) , che ha preso il nome da un’organizzazione internazionale,non ha ancora dato i suoi frutti.
Al Jazeera ha rivelato che, anche se quello riportato è un caso estremo, spesso è ancora accettabile e accettato nella cultura afghana che un marito picchi la moglie.

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