Randagi all’estero, vittime del traffico internazionale COMMENTA  

Randagi all’estero, vittime del traffico internazionale COMMENTA  

Cosa succede a tutti i cani e gatti randagi che popolano la nostra Penisola? Nella maggior parte dei casi, grazie all’opera di volontari appartenenti ad associazioni animaliste, riescono a trovare una famiglia che gli dà affetto e cure. Ma è altrettanto frequente che, dopo una serie di trasferimenti, scambi viaggi in treno o addirittura in aereo, di cani e gatti si perdano facilmente le tracce, diventando così vittime del traffico illecito internazionale: combattimenti clandestini, vivisezione, spaccio di droga, mercato del sesso, macellazioni, commercio di pellicce e pelli. Si tratta di un sistema ramificato, difficile da controllare, che fa capo alla malavita.

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Nessuno si prende la briga di portare avanti indagini approfondite, nonostante i volontari segnalino spesso cani che vengono prelevati dai canili senza avere una destinazione precisa. O meglio, dovrebbe essere l’Italia settentrionale, invece nella maggior parte dei casi si varcano i confini nazionali per favorire questi traffici. Guardie zoofile e bravi attivisti in tutta Italia continuano a segnalare furgoni stracolmi di animali ammucchiati e addormentati che vanno verso il Nord Italia.

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La Lega nazionale per la difesa del cane è intervenuta a mostrare la propria contrarietà verso le adozioni all’estero e a breve introdurrà un nuovo regolamento per disciplinare le adozioni in Italia. Nonostante l’Italia abbia una delle leggi più avanzate al mondo sul randagismo (la 281/91) in realtà, soprattutto nelle regioni meridionali, questo è una vera e propria piaga. Sulle “staffette” di cani e gatti dal Sud al Nord non vi sono controlli da parte delle autorità competenti, le Asl di partenza non chiedono riscontri a quelle di arrivo, tutto è lasciato alla mercè di pochi impavidi volontari, a prezzo di enormi sacrifici in termini di energia e denaro. La Lega Nazionale per la difesa del cane, che ha circa duecento sedi in tutta Italia, prevede di deliberare a breve dei provvedimenti restrittivi per tutelare gli interessi e la vita stessa degli animali.


 

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