Recensione di “La strada”, Cormac McCarthy COMMENTA  

Recensione di “La strada”, Cormac McCarthy COMMENTA  

Pensa a un posto in cui sei stato. Qualsiasi posto. Pensa a casa. Siediti su una poltrona comoda e guardati attorno. Respira profondamente, annusa l’aria, i fiori e il cibo. Guarda fuori la finestra e vedi il verde degli alberi, i vestiti puliti e poi ci sei tu. Ti stai divertendo. La vita è positiva.


Ora sei fuori lontano da casa, mentre la pioggia scende. Inizi a camminare verso il tuo rifugio, le foreste sono da entrambi i alti e sta diventando scuro. La pioggia inizia a diventare più pesante, si sentono i sibili del vento. C’è la cenere ovunque, non c’è più il verde, se ne è andato.  Tu continui a camminare, non c’è un rifugio, hai freddo e hai fame. Quando è l’ultima volta che hai mangiato? Vuoi lavarti i denti, ma non c’è il dentifricio, vuoi farti un bagno , ma non c’è il sapone. Sei esausto, stanco, chi c’è con  te?

Nel romanzo post apocalittico di McCarthy, un uomo senza nome  e il figlio percorrono questi paesaggi nella zona sud dell’America. Tutto è una catastrofe e l’uomo cerca di proteggere il figlio meglio che può.


Questo libro ha una poetica  e una bellezza devastante.

Tu cosa faresti in queste circostanze? Prova a metterti nei loro panni?

Personalmente, sono un’amante delle strada e questo libro mi ha riportato a tutti i viaggi che ho fatto. Non sono mai stata così felice di vedere il sole dopo averlo finito.


Una lettura fanstastica. Non mi meraviglierei se vincesse il Pulitzer.

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