Recensione di “Shopping con Jane Austen”

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Recensione di “Shopping con Jane Austen”

Questa commedia divertente di un viaggio nel tempo è scritta con uno stile contemporaneo ma è ambientata durante l’epoca Regency. Dopo aver letto la fascetta pubblicitaria, mi aspettavo che il romanzo iniziasse nel 21esimo secolo, ma come tutti i romanzi contemporanei, si getta direttamente nell’azione, con la protagonista, “Jane Mansfield” che si sveglia in uno strano ambiente dopo una caduta da cavallo. Il problema è che non è più la vera Jane Mansfield ma Courtney Strong, una donna del 21esimo secolo intrappolata nel corpo di Jane Mansfield all’inizio del 19esimo secolo. La trama mi ricorda sia Orgoglio e Pregiudizio che Doctor Who.

Mentre lo stile di scrittura è contemporaneo, l’ambiente riccamente descritto salta fuori da un romanzo di Jane Austen, e i personaggi parlano come quelli dei suoi romanzi. Soprattutto la madre di Jane è un personaggio tipico dei romanzi della Austen; è narcisista e non ha affetto o gentilezza verso la figlia. Il personaggio di Louisa ricorda Mrs Jennings di Ragione e Sentimento ma è più sinistro.

Nessun romanzo della Austen avrebbe incluso dettagli come quello della protagonista che ha disperatamente bisogno di fare la pipì e la servitù che le presenta un vaso da notte.

Né un suo romanzo avrebbe mai descritto la protagonista che risponde con un commento osceno ad un uomo che si propone. Mentre leggevo, ridevo e mi sentivo terribilmente imbarazzata insieme alla protagonista principale.

Su un lato più serio, la protagonista principale narra facendo un’analisi femminista dell’epoca in cui si trova intrappolata in più di un senso. E’ anche sconvolta dalle condizioni igieniche della società della Reggenza.

E’ un romanzo arguto e divertente che è impossibile non continuare a leggere.

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