Recensione film “Io che amo solo te”

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Recensione film “Io che amo solo te”

Recensione film "Io che amo solo te"
Recensione film "Io che amo solo te"

Umorismo e leggerezza per un plot che funziona

Chi ha detto che un film debba essere necessariamente lungo per piacere? Che non possa essere solo semplice, rilassante, rassicurante?

Massimiliano Bruno ci aveva già provato nel 2011 a convincerci con Nessuno ci può giudicare, complice l’ottima prova di Paola Cortellesi, e ci riprova ancora Io che amo solo te, film evento del 2015, nonchè ottimo successo al botteghino, che ci regala un ennesimo affresco della nostra Puglia insieme ad una storia fresca, lineare e al contempo, emozionante. Una storia d’amore, tanto per cambiare. D’amore e di sentimenti, che se non vola proprio alto, quanto meno ci prova. Prova a farci distrarre dalla realtà quotidiana per almeno un’oretta, a farci pensare che nella vita tutto può ancora essere e succedere, in qualunque momento e a qualunque età, sullo sfondo di una mare spettacolare, una città che sembra dipinta in cartolina e una musica strappacuore.

Attori tutti in parte, professionalità elevatissima, con qualche tema importante trattato en passant, e una nota particolare per i due protagonisti più agè della vicenda, Michele Placido e Maria Pia Calzone, veri mattatori di questa kermesse, in grado di convincerci per davvero di essere innamorati, in un film che non stanca ma intrattiene, con leggerezza e, perchè no, un pizzico di umorismo.

Cosa volere di più? Alla faccia di chi dice che l’Italia non sa fare buoni film.

Jole de Castro

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