Recensione film Il Ponte delle spie

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Recensione film Il Ponte delle spie

Recensione film Il Ponte delle spie
Recensione film Il Ponte delle spie

Un grande Tom Hanks per un magnifico classico del genere

E’ un film dall’impianto classico, l’ultima, attesissima fatica di Steven Spielberg, appena uscito nelle sale italiane, perfetto per chi ama le spy story di un tempo. E’ la storia vera di James Donovan, avvocato assicurativo di Brooklyn, che si ritrova sua malgrado a lavorare per la CIA e a negoziare il rilascio di un pilota americano in piena guerra fredda. L’ambientazione è cupa, claustrofobica, la fotografia impeccabile, magnifica la ricostruzione di Berlino ai tempi del muro, con l’asfalto tutto ricoperto di neve, il cielo plumbeo e un Tom Hanks magistrale, che troneggia su tutto e tutti, dominando la scena con il suo sorriso da eroe distaccato, mesto, da uomo “tutto d’un pezzo” che non si prende mai troppo sul serio.

Sembra di essere catapultati in un’altra dimensione, un’altra epoca, e in questo viaggio a ritroso nel tempo, Spielberg ci prende per mano, come solo lui sa fare, ci scorta con maestria ma senza strafare e ci fa compagnia per quasi tre ore, con una pellicola che ha il sapore inconfondibile di un buon whisky invecchiato, da gustare con calma davanti a un fuoco acceso, come solo i veri intenditori amano fare.

Un film che è una garanzia ma anche una prova di eleganza, rigore e cervello ma forse soprattutto cuore, perché aldilà delle dinamiche della guerra e della diplomazia sapientemente descritte, la sua parte migliore sta proprio nel rapporto fra i due protagonisti principali (Mark Rylance, che affianca Tom Hanks, è a dir poco superbo, da Oscar), in quel “ciao Jim” quasi liberatorio, pronunciato alla fine, proprio sul ponte del fatidico scambio fra prigionieri, da un uomo spaventato, che ignora del tutto quale sarà il suo destino e che, nel buio della notte più nera, riconosce il volto rassicurante di un amico, come un naufrago trova un approdo a cui aggrapparsi, perché la verità è che chi trova un amico trova un tesoro e ad essere brave persone non ci si perde mai, perchè fra finto patriottismo e giochi di potere, la morale del film, in fondo, è proprio questa qui.

Jole de Castro

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