Recovering Lolita: storia di un fraintendimento letterario COMMENTA  

Recovering Lolita: storia di un fraintendimento letterario COMMENTA  

Questa storia parla di un problema che vede coinvolti tutti noi lettori, tra chi ne è completamente condizionato e chi solamente lo sfiora: e cioè quanto la grafica di una copertina influenzi la scelta di un libro  e cosa esattamente ci voglia narrare di quel contenuto, attraverso una sola immagine. Recentemente il dibattito si è sviluppato intorno al bellissimo e discusso romanzo di Vladimir Nabokov  “Lolita”.


 

Chi frequenta le librerie da molto tempo sa che esiste un rapporto molto stretto tra il primo impatto visivo rispetto all’oggetto-libro e ciò che potremmo aspettarci da quelle pagine, o quantomeno il genere a cui appartengono. Alcuni editori, inoltre, curano particolarmente il packaging delle proprie pubblicazioni esattamente per non incappare in questo tipo di fraintendimenti, dando una precisa connotazione a quel libro e indirizzando il lettore a una scelta consapevole, nell’atto in cui prende tra le mani quel volume.


Un esempio eclatante di quanto una copertina possa lasciar travisare il senso di un romanzo è il concorso indetto tre anni fa sull’idea dell’architetto e blogger  americano John Bertram (http://venusfebriculosa.com/?p=905)  il quale, partendo dall’iconografia presente fino a questo momento sulle copertine del famoso romanzo di Nabokov, sostiene la tesi di un’immagine troppo edulcorata e travisante del personaggio di Lolita sulle copertine delle varie edizioni, laddove “si sta parlando di un romanzo che ha lo stupro di una bambina al proprio interno”.  Qui potete vedere alcuni esempi tra i lavori presentati.


Oltre sessanta progettisti hanno aderito all’iniziativa, di cui i due terzi sono donne. Non tutti sono specializzati nell’ideazione di copertine per libri, hanno però ben presente quale sia lo scopo del concorso: ossia creare un’immagine che possa ristabilire – alla prima occhiata – un equilibrio etico tra il contenuto del romanzo e il suo innegabile appeal, ottenuto anche e soprattutto in seguito alla trasposizione cinematografica ad opera di Stanley Kubrick.

 

Grazie alla sensibilità di questi designers e all’importanza formale di un progetto come questo, Bertram ha pensato di coinvolgere alcuni studiosi di Nabokov e racchiudere tutta l’esperienza in un libro di prossima uscita, “Recovering Lolita”, che ci aspettiamo possa essere davvero interessante, e non solo per gli addetti ai lavori.

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