Recuperi Serie A: Giovinco salva il Parma, proteste a Cesena

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Recuperi Serie A: Giovinco salva il Parma, proteste a Cesena

Parma-Fiorentina 2-2. E’ un rigore a salvare il Parma, ma non si pensi a facili compensazioni dopo le proteste della settimana (da segnalare la pañolada di protesta dei tifosi emiliani prima del via): la trattenuta di Cassani su Giovinco che costringe Rizzoli a fischiare il penalty a cinque dalla fine è ingenua quanto evidente. I crociati evitano nel finale una sconfitta che avrebbe avuto conseguenze rovinose su classifica e morale ma certo non escono dal momento difficile espresso al meglio dalla classifica: ora sono solo cinque i punti di vantaggio sul Lecce. Poco meglio sta la Fiorentina che butta al vento due punti fondamentali segnando però altri progressi soprattutto sul piano del gioco, finora sempre mancato in trasferta ma in leggera ripresa nelle ultime tre gare lontano dal Franchi.

Partita divertente ma solo nell’ultima mezz’ora dopo 60’ giocati sotto ritmo e condizionati dalla paura di perdere: il Parma sfrutta al meglio una delle due occasioni create grazie ad Okaka, che riprende la ribattuta di Boruc dopo un precedente tiro dello stesso ex romanista ma la Fiorentina aveva reagito prontamente sfiorando il pari con Pasqual.

Nella ripresa i viola attaccano ma con poca pericolosità fino all’uno-due firmato al 60’ da Nastasic, ancora a segno come contro il Cesena ma questa volta di testa su cross di Vargas, e al 70’ da Cerci, che mette alle spalle di Mirante pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Come contro il Napoli, il Parma si trova sotto senza meritarlo ed il finale è un assedio più confuso che organizzato: a “salvare” Donadoni ci pensa Cassani che manda dal dischetto Giovinco.

Cesena-Catania 0-0. Non è ancora una resa, visto che il calendario presenterà altri cinque scontri diretti consecutivi e perché pareggiare anche se in casa contro una squadra che ha esattamente il doppio dei tuoi punti non può essere considerato un cattivo risultato, anche se sei ultimo in classifica. Ma il Cesena non può accontentarsi di aver raggiunto il Novara all’ultimo posto nè del primo punto della gestione-Beretta: la salvezza dista dodici punti e non è facile continuare a crederci vista la pochezza emersa nella partita contro il Catania, condizionata dall’espulsione di Pudil dopo appena venti minuti, prima delle tante decisioni discutibili dell’arbitro Rocchi, la cui stagione evidentemente non è proprio fortunata.

Dopo le pessime direzioni di Inter-Napoli e Bologna-Milan il fischietto fiorentino si è ripetuto: severo infatti il rosso sventolato al difensore del Cesena, reo di un gesto di nervosismo dopo aver ricevuto un’ammonizione.

Un episodio che ha di fatto spento l’ardore iniziale del Cesena protagonista di un buon avvio grazie alla vivacità di Santana e Iaquinta. Ma dopo l’espulsione la partita si innervosirà: ne farà le spese Beretta, anch’egli cacciato per proteste due minuti, e la partita in generale. Nella ripresa il Catania non soffrirà a tenere il possesso del pallone ed avrà anzi da recriminare per la mancata assegnazione di due chiari calci di rigore per falli di Tommaso Arrigoni su Gomez e di Comotto su Catellani, ma Rocchi ha chiuso gli occhi. Il Cesena comunque non ne ha più e gli ospiti si divorano due chiare occasioni da rete, al 18’ con Gomez che ha calciato fuori da buona poszione ed al 25’ con Barrientos che scheggia il palo. Nel finale espulso anche Almiron.

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